29 luglio, 2015

Il fuoco greco


"La nave beccheggiava nell’oscurità, sulle calme acque. Il silenzio era spettrale nella baia illuminata dalla luna, e solo il rumore delle onde rompeva quella sinistra tranquillità. L’ancora era calata, e la guardia di vedetta sull’albero maestro combatteva una battaglia disperata contro il sonno che voleva chiudere i suoi occhi. Ma una scarica di adrenalina assalì l’uomo, che in un istante sentì il suo cuore palpitare a mille: da dietro la scogliera una nave nemica era spuntata a vele spiegate, e ora virava diritta verso di loro.
“Allarme!”, gridò con forza la vedetta disperata.
I marinai ebbero appena il tempo di svegliarsi ed alzarsi, che la nave nemica già era a poche decine di metri da loro. Sul ponte nemico alcuni soldati circondavano delle otri in terracotta, mentre altri si preparavano ad incoccare le frecce coi loro archi.
Disperati, i marinai sulla nave ancorata cercarono in fretta e furia i loro archi, ma da un tubo sormontante quell’otre, uscì una potente e vigorosa lingua di fuoco che illuminò la notte più della stessa luna. Fluidamente, come fosse fatta di un liquido oleoso, la fiamma avvolse parte dello scafo della nave. In pochi istanti una parte consistente del ponte fu avvolto dalle fiamme. Disperati, i marinai buttarono alcune secchiate d’acqua su di esse, ma il fuoco, invece di scemare, divampò con maggior veemenza avvolgendo in breve tutto il ponte. Presto le urla disperate dei marinai, raggiunti dalle fiamme, cessarono lasciando il posto al crepitio del fuoco che divorava il legno dello scafo. Nei bagliori di quell’inferno, la nave colò a picco nel silenzio della notte.”

Nel mondo medievale è esistita un’arma molto simile al nostro lanciafiamme, ha avuto tantissimi nomi a seconda delle regioni dell’antica Europa, la sua efficacia in situazioni belliche è sempre stata la stessa. La sua origine certa è attribuita ai Bizantini intorno al VII-X sec. circa; altri popoli, come i Selgiuchidi e gli occidentali, hanno iniziato a conoscere quest’arma intorno al XII sec.
Ma il fuoco greco com’era composto e come veniva utilizzato nelle arti belliche? C‘erano moltissime composizioni differenti, ma la base di questa miscela liquida bollente era così composta: Pece, Salnitro, Zolfo e Calce viva; altre composizioni descritte in regioni differenti all’area bizantina erano: legna secca,zolfo, lardo, pece liquida, sugna e olio (bitume liquido); altri ancora contenenti bitume, zolfo, resina, pece liquida e stoppa imbevuta di bitume (olio incendiario). Oltre a queste esistevano tantissime altre miscele. Le molteplici composizioni liquide furono adattate e sperimentate in base alla disponibilità dei materiali e alle conoscenze di chi preparava il liquido.

 Codex Skylitzes Matritensis XII sec.

Ci risultano pertanto commissioni di alcuni materiali non facilmente reperibili da parte di importanti condottieri del tempo. Questo combustibile liquido poteva essere lanciato con sifoni (un grande otre di pelle o di terracotta collegato ad un tubo di rame), catapulte, e in alcuni casi con sifoni a mano. L’uso a sifone è stato associato prettamente ad attacchi di tipo marittimo contro le navi, a differenza invece delle epoche di fine XIII e inizio XIV sec. dove gli otri infuocati venivano scagliati direttamente contro le mura o strutture (torri d’assedio) per abbatterle o incendiarle come mostrato nella foto sottostante.


Lancio di fuoco greco mediante un trabucco


Il fuoco greco poteva essere usato con un sifone a mano, dove una piccola quantità di liquido veniva inserita nel tubo sottostante il sifone centrale che mediante la pressione esercitata con la maniglia retrostante, si otteneva la fuoriuscita del liquido dalla punta ad un’elevata pressione. Ciò consentiva la miscelazione fra liquido e aria che si espandeva, questo comportava il getto di una fiammata liquida tale da essere lanciata e direzionata a piacimento. 

 Codex Vaticanus Graecus 1605

La caratteristica che rendeva temuti questi primitivi lanciafiamme era che il fuoco greco si incendiava al momento dell'impatto, a causa della reazione della calce viva, e pertanto non poteva essere spento con acqua, anzi ne ravvivava la forza. L’unico modo per estinguerlo era l’uso della sabbia o dell’aceto.


25 luglio, 2015

Edifici nel Medioevo

Se, da appassionati di un' epoca così affascinante come il Medioevo, vi siete mai domandati come fossero le abitazioni del tempo, la risposta è presto detta.

Innanzitutto bisogna dire che il materiale maggiormente utilizzato per la costruzione di edifici nel Medioevo era il legno. D'altronde, visto il predominio che aveva la foresta su gran parte del territorio europeo, il legname era il materiale più facile da reperire e semplice da lavorare. Dal castello del nobile fino alle case dei contadini, tutto era a base di tronchi e rami; anche alcune chiese del nord Europa e di Venezia erano realizzate in questo modo! Perfino il lastricato delle strade aveva una struttura in legno. Per non parlare di mobili, arnesi ed utensili domestici. Questa egemonia del legno era ovviamente la causa di frequenti incendi che affliggevano le città.

tipica abitazione contadina
Occupandoci in maniera più specifica dell'abitazione, possiamo affermare che gli altri materiali presenti al suo interno (quando ce ne sono) sono forniti dalla terra. Essa spesso viene messa ad essiccare per ottenere dei mattoni o delle tegole che però, vengono impiegati soltanto in determinati paesi come la Danimarca, le Fiandre e la regione di Tolosa.
Per quanto riguarda la tecnica del clima artificiale, bisogna dire che non è molto progredita rispetto alle epoche precedenti. Si basa sempre su dei fuochi di legna che mitigano molto leggermente la temperatura, sia dell'ambiente signorile che di quello rustico.

La pietra invece è utilizzata solo in casi eccezionali, salvo per i grandi e ricchi monumenti quali chiese, conventi, castelli e palazzi cittadini.
castello in legno del X secolo
Queste costruzioni assicuravano una buona protezione dalle precipitazioni, oltre che dal sole e dalla natura visibile. Infatti, le aperture erano molto strette: nelle case rustiche spesso le finestre erano completamente assenti, mentre nei castelli, rapportate all'ampiezza dei locali, erano molto piccole. Analogo discorso valeva per chiese, cattedrali e monumenti romanici che erano ugualmente molto bui. Solo nel XIII secolo si scoprì la bellezza dei colori luminosi e la luce poté fare così il suo ingresso all'interno delle residenze più prestigiose.

esempio di interni poco luminosi
Queste costruzioni di legno o di pietra, in cui la luce era quasi assente, proteggevano bene dal caldo mentre non riuscivano a fare molto contro il freddo e l'umidità. La presenza di finestre senza vetri, seppur di piccole dimensioni, favoriva il crearsi di correnti d'aria che abbassavano notevolmente la temperatura interna; a ciò bisogna aggiungere un riscaldamento del tutto insufficiente. Qualche piccolo passo avanti si riscontra nell'XI secolo con l'invenzione del camino. Esso riscalda a distanza, ma comunque non rappresenta una rivoluzione, visto che si resta un passo indietro rispetto all'ipocausto (sistema di riscaldamento composto da una camera riscaldata sotterranea) del ricco romano. 
In questo quadro generale comunque, l'elemento più importante da considerare è che queste condizioni (di scarsa luminosità e di insufficiente "isolamento termico" degli ambienti) accomunavano tutti i tipi di residenza, da quella nobiliare a quella contadina. Tutte le abitazioni erano oscure e fredde. C'è da dire però che il concetto di "freddo" era molto diverso da quello attuale. Questa differenza era dovuta al fatto che le vesti medievali, generalmente, garantivano una efficace protezione contro le rigide temperature. Ma questa è un'altra storia di cui magari ci occuperemo in un prossimo post.

Virginio Avellino

22 luglio, 2015

Fasi e cicli della vita Medievale

Vi siete mai chiesti com'era la vita medievale e com'era il ciclo della vita in quel periodo? Forse avete un'idea piuttosto vaga vedendo film e serie tivù, quindi oggi dedichiamo un articolo proprio a quest'argomento. L'era medievale segna un periodo piuttosto ampio e significativo nella storia dell'umanità, pertanto ci sono tante domande che ci poniamo riguardo quest'epoca. Ad esempio le stagioni di 1000 anni fa com'erano? Erano così torride ed umide?
Le stagioni venivano scandite col loro ritmo regolare intervallandosi continuamente, come oggi la durata del giorno e della notte erano uguali a quelle nostre. Le stagioni erano molto più regolari delle attuali, ci viene soltanto indicato che l’intera epoca medievale è stata caratterizzata da primavere ed estati molto calde; nel nord Europa si avevano inverni freddi, mentre nelle aree come Austria, Svizzera, Italia e Balcani risultavano essere più miti. D’altronde si è visto che il medioevo ha avuto temperature medie più alte di quelle dei secoli successivi.


Grafico che indica le oscillazioni della temperatura media dall'epoca romana (a destra) ad oggi (sinistra). E' possibile osservare come nel medioevo si siano avute, fra il 1100 ed il 1200, temperature alte.

Il nuovo anno solare, per le persone del tempo, si faceva partire dal 25 Dicembre, corrispondente al giorno del Natale o della Natività di Cristo, ma è stato spesso calcolato l’inizio dell’anno il 25 Marzo, cioè il giorno ritenuto quello del probabile concepimento e quindi la sua incarnazione. Il tempo è assegnato al lavoro e al riposo; a seconda del ceto sociale a cui si apparteneva la vita era differente: un contadino lavorava i campi dalle prime luci dell’alba fino al tramonto, ben diverso nel caso di un nobile che dall’alba al tramonto era indaffarato alla gestione del proprio castello, alle attività commerciali e quant’altro, pertanto la vita giornaliera di ogni essere umano era ed è suddivisa ancora in due cicli, quello fra l’alba e il tramonto e poi dal tramonto alla notte.Si continuavano a contare le ore come facevano i nostri avi romani: 12 ore di giorno e 12 ore di notte. Il mezzodì era quando il sole giungeva alla massima altezza; esso era segnato dalla sesta ora (ora sesta) del giorno. La prima (ora prima) era annunziata dal sorgere del sole e la dodicesima ora (vespro) indicava l’arrivo della notte. L’ora veniva scandita dal rintocco delle campane dei luoghi di culto dall’anno 1000 d.c. in poi. In tutta Europa infatti avvenne una velocissima costruzione di abbazie, chiese, monasteri e cattedrali; esse segneranno l’avvio oramai definitivo della conquista cristiana nel mondo Occidentale. I campanili costruiti alle chiese dal XIII-XIV sec. in poi, dall’Atlantico al Danubio, dal Baltico al Mediterraneo, oltre a simboleggiare la spiritualità, si sono fatti strada unendosi ai villaggi e alle città esistenti, o aiutandole a farle nascere poco dopo. Si dice che se si salisse su un campanile, in questa epoca, ne avremmo visti altri cinque o sei con edifici   liturgici annessi. Parlando del clima e delle stagioni, possiamo ipotizzare com’era il paesaggio che esse modellavano? Ebbene si! Oltre alle varie iconografie tratte dai libri scritti e minuziosamente disegnati dai vari monaci e religiosi del tempo, usiamo anche le descrizioni di alcuni autori come Dante, nella sua Divina Commedia, e tanti altri documenti come arazzi, lettere spedite dai nobili o dai mercanti alle proprie giovani mogli durante una partenza per la caccia, o per la guerra, ecc. L’Europa del tempo era costituita prettamente da una copertura fitta di boschi, e non mancano foreste come quelle presenti nell’ Impero romano d’occidente (Germania meridionale) lungo la Mosa. Pertanto il legno è l’elemento quasi indispensabile per sopravvivere, visto che veniva usato come: legna per ardere, sostegno per gallerie e volte,mobili,navi, tetti per le case e via discorrendo.




Libro d'Ore - Germania. 1475-1485 circa. British Library


Dalla resina estratta si ricavava la colla, le ceneri servivano per fabbricare il vetro e i saponi, i frutti prodotti per cibarsi. Il suolo costituisce anche un'altra fonte alimentare grazie alla produzione di funghi, tartufi, piante officinali; la foresta forniva il cibo per sfamare il bestiame e non solo. Molte aree che si disboscavano venivano arate e coltivate per poter usufruire della fertilità dei suoli di madre natura. Nacquero così i “servi della gleba”, che fornivano cibo al loro signore (feudatario) e coltivavano la sua terra sfamandosi e sfamando tutti. Spesso il pezzo di terra veniva assegnato al proprio plebeo e coltivato; mentre a volte capitava che il signore assegnasse solamente il pezzo di terra ad un suo subordinato, poi costui doveva rendergli un totale di messi ogni periodo.
Infine i boschi e le foreste venivano utilizzati come ispirazione per i racconti d’amore e per le vicende mistiche che si vociferavano al tempo. Altrettanto il bosco e la foresta, fin dall’antichità, son serviti come luogo per imboscate e rifugio per coloro che si ritiravano dal campo di battaglia, o il luogo segreto per incontri d’amore.

Libro-d'Ore-di-Enrico-VIII-Fiandre-1500-circa-Morgan-Library