09 febbraio, 2016

Le regole di una giostra medievale al tempo del re Alfonso XI di Castiglia (1330 circa)

Al tempo di re Alfonso XI di Castiglia, egli fondò nel 1330 l'Ordine delle Bande, creò una serie di regole sul cavalierato, stilando uno statuto. Tali regole erano centrate prettamente su due principi: comportamento e sul combattimento di un membro del cavalierato. Una parte di questo statuto è riferito alla "Giostra medievale", esso è uno dei primissimi testi che abbiamo ritrovato risalenti al medioevo. Noi ci limiteremo a descrivere le otto regole principali durante una giostra, che grazie a questo statuto di re Alfonso XI di Castiglia, riusciamo a riproporvelo.

Codice Manesse

  • Prima regola
I cavalieri giostranti devono dichiarare di correre soltanto quattro corse e non di più. In queste quattro corse un giostrante dovrebbe colpire il suo avversario, rompendo la sua lancia, il cavaliere il quale  non ha rotto la propria lancia colpendo il suo avversario, sarà il vincitore perchè non ha rotto la propria lancia nello scontro.

  • Seconda regola
Si dichiara, se un cavaliere rompe due lance e l'altro cavaliere ne rompe soltanto una, il vincitore sarà colui che ha rotto due lance. Inoltre, se il cavaliere che ha rotto la lancia, nello scontro toglie l'elmo al suo avversario, con un uguale colpo, sarà dichiarata una parità tra il cavaliere che ha rotto un sola lancia e il cavaliere che ha rotto due lance.

  • Terza regola
Se un cavaliere frantuma due lance colpendo, e il suo avversario lo ha colpito precedentemente disarcionandolo dal suo cavallo, anche se non rompe la sua lancia, sarà dichiarato una parità tra i due contendenti sia colui che ha spezzato due lance e sia dal suo avversario che lo ha precedentemente disarcionato.

  • Quarta regola
Se un cavaliere abbatte l'avversario c il suo cavallo, mentre l'altro disarciona soltanto il suo avversario, viene dichiarato vincitore il cavaliere di chi è caduto con tutto il cavallo, perchè la caduta in questo caso è stata del cavallo e non del cavaliere in groppa. Nel caso del cavaliere disarcionato, la caduta resta del cavaliere e non del cavallo.

Miniatura del tardo XV secolo
  • Quinta regola
Si dichiara che una lancia non è giudicabile veramente spezzata, ma solo rotta trasversalmente, solo se si è spezzata in modo impressionante sull'obiettivo.

  • Sesta regola
Si dichiara se in quattro corse ogni cavaliere rompe due lance, o una per ciascuno, o se essi colpiscono nello stesso punto, viene dichiarata una parità tra i due. Se in queste quattro corse non riescono a colpirsi vicendevolmente, si lascia da se di un giudizio pessimo per i due giostranti.

  • Settima regola
Se un cavaliere in fase di carica gli cade la lancia, senza essere mai colpito, il suo avversario potrebbe raccogliere la sua lancia e non colpirlo, sarebbe non cavalleresco colpire un avversario senza lancia.

  • Ottava regola
Dalle ordinanze del giudice, ci sarebbero quattro giudici nella giostra: due assegnati alla prima squadra, e altri due assegnati alla seconda squadra, essi assicurano che i cavalieri giostranti abbiano dato del loro meglio durante la giostra per essere dichiarati o meno vincitori.

Miniatura del 1470

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