29 maggio, 2016

La casa a graticcio

Una delle costruzioni medievali più caratteristiche è stata indubbiamente la casa a graticcio. Questo tipo di casa prevede l'uso di pilastri, tralicci ed elementi obliqui in legno che fungono da scheletro portante; mentre le mura possono essere composte da legno e limo, pietre e laterizi.

La Maison Kammerzel di Strasburgo, costruita nel quindicesimo secolo.
Perché costruire in legno? Il legno è un materiale versatile, elastico ma resistente, facile da lavorare, facilmente reperibile in un mondo, come quello medievale, dove le foreste coprivano la quasi totalità del continente. Quindi non deve stupire l'uso intensivo di questa materia che ha assunto un ruolo fondamentale nel corso della storia. La diffusione più importante si è avuta in Europa centrale (soprattutto Germania e Francia), mentre in Europa meridionale, per via dell'influsso dell'architettura classica, tale modo di costruire ha poco attecchito, a favore dell'uso dei materiali lapidei.

Precursori di questo genere di casa, per quanto detto, si trovano fin da epoche molto antiche: 8500 anni fa, nel sito neolitico di Çatalhöyük in Turchia, sono visibili tracce di tale tecnica; nei siti archeologici di Micene e Tirinto sono riscontrabili resti che fan propendere all'uso di questo tipo di costruzione, ma l'esempio antico meglio conservatosi è indubbiamente la casa a graticcio nel sito archeologico di Ercolano.

Casa a graticcio di Ercolano, tipico esempio di struttura in legno e pietra romana.

La struttura portante, come detto sopra, è costituita da elementi orizzontali, e verticali, stabilizzati da elementi obliqui, costruiti su di una base in mattoni. La presenza della base in mattoni è necessaria per impedire il contatto diretto fra legno e suolo, e quindi prevenirne la marcescenza.

Schemi costruttivi mostranti la disposizione delle travi di legno. Si noti la presenza delle travi oblique che conferiscono stabilità alla struttura

Dato che la tecnica si è sviluppata soprattutto nella regione tedesca, i nomi delle travi sono Ständer o Pfosten per i pilastri verticali; Riegel, oppure Rähm per gli architravi orizzontali; Streben per le oblique. I legni usati devono essere resistenti alle intemperie, motivo per il quale, quando possibile, si cerca di usare l'abete; nel caso in cui non sia possibile accedere a tale tipo di albero, si usano legni resistenti come quello della farnia e del rovere.

Esemplare di abete, il cui legno era l'ideale per le costruzioni a graticcio.
Oltre agli incastri, per intrecciare le travi si usava il salice, mentre gli interstizi venivano riempiti di un intreccio di legno rivestito da silt, argilla e sabbia, che aumentava le proprietà isolanti della casa.

Le decorazioni, che non interessavano la statica dell'edificio, erano decise dagli artigiani. Si usavano la croce di sant'Andrea, si incidevano iscrizioni bibliche, si scolpivano un numero variabile di rombi in funzione del numero dei figli presenti nella casa, dei balzi decorati con figure di santi, oppure si scolpiva il trono del Sacro Romano Impero.
Per coniugare i motivi estetici a quelli funzionali, spesso si sceglieva uno stile ben preciso nella disposizione dei pilastri.

Edifici di Francoforte, i cui pilastri aggiungono anche un valore estetico.
In Francia invece, i normanni adottarono l'uso di fitte travi parallele, verticali e sottili. Stile che verrà esportato anche in Inghilterra, ed il cui esempio è apprezzabile in diversi luoghi, come Stratford Upon Avon.

Case a graticcio, di tipo "normanno", a Stratford Upon Avon



22 maggio, 2016

Benevento: la basilica di Santa Sofia

I longobardi, in Italia, hanno lasciato un'importante eredità artistica ed architettonica. Una delle opere più importanti che ci sono state tramandate si trova a Benevento, ed è la basilica altomedievale di Santa Sofia.

La basilica di Santa Sofia a Benevento
Arechi II fondò un tempio, nel 760 dopo Cristo, che divenne il più importante dello stato longobardo nell'Italia meridionale. Nel 774 dopo Cristo tale tempio, con un voto, venne dedicato a Santa Sofia. Ad esso venne annesso un monastero femminile che, nel giro di qualche secolo divenne il più importante dell'Italia meridionale. Nel 1119 venne edificato il campanile e venne aggiunto un protiro (un arco sostenuto da una coppia di colonne) davanti all'ingresso. Nel 1595 la chiesa fu abbandonata e, a seguito di una serie di terremoti, gravemente danneggiata. Solo nel seicento il Cardinale Orsini, che divenne papa Benedetto XIII, ne ordinò la ristrutturazione in forme barocche. Nel 1955, un discusso intervento di restauro, la ripristinò in forme medievali.

La chiesa è a pianta centrale, con sei colonne che sorreggono la cupola a tutto sesto.

Il sobrio interno della chiesa, a pianta centrale.

La disposizione delle colonne crea insoliti giochi prospettici; la porzione centrale ha forma esagonale, mentre quella esterna ha forma decagonale. Tale differenza geometrica crea un'area, che circonda il salone centrale, composta da coperture a volta irregolari. Questa chiesa è il simbolo del connubio di due culture: se da un lato lo slancio dell'ambiente centrale richiama le architetture longobarde, dall'altro la struttura complessa richiama quelle bizantine.

La chiesa presenta testimonianze di affreschi di epoca medievale.

Annuncio di Zaccaria, particolare
Tali affreschi ricoprivano l'intera superficie della chiesa, ma i restauri barocchi distrussero tutto, risparmiandone soltanto pochi frammenti. Ad ogni modo, quel poco che è rimasto, testimonia una fiorente produzione artistica.

La basilica conserva il monastero medievale, composto da un chiostro con archi a tutto sesto, di tipo romanico, dove è presente anche un bel giardino ricco di essenze arbustive ed arboree.

Chiostro di Santa Sofia


La basilica di Santa Sofia, nel giugno del 2011, è stata nominata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità, a testimonianza dell'unicità dell'opera costruita dai longobardi in Italia.

20 maggio, 2016

Il mercato e alcune regole alimentari

Per poter trattare quella che è la cucina medievale, bisogna prima tentare di comprendere l’uomo del periodo che ci interessa. Quest’uomo è un fervente credente, con molto rispetto del potere religioso, ma allo stesso tempo angosciato dalla paura dell’Inferno. Infatti, proprio per guadagnarsi le indulgenze spirituali, l'uomo medievale abbandona persino casa e campi pur di intraprendere lunghi e pericolosi pellegrinaggi.
miniatura raffigurante una scena di un mercato medievale

Soffermandosi su queste considerazioni, si può facilmente dedurre come anche l’alimentazione e l’arte di cucinare del medioevo, non potessero assolutamente paragonarsi a quelle dell’Impero Romano, o del successivo Rinascimento. La cucina medievale è di conseguenza povera, o perlomeno lo è quella dei primi secoli di quest'epoca, che è deputata alla vera e propria sopravvivenza. Dopo l'anno Mille, con il fiorire delle città e dei commerci, l'arte culinaria comincia a vivere una fase di grande sviluppo e perfezionamento, segnali che ci consentono di intravedere scenari di grande cultura. La cultura di cui parliamo è evidentemente rurale perché anche la vita della città era strettamente collegata a quella della campagna. Infatti, animali come oche, anatre e maiali, vagavano liberamente ed indisturbati in città. Filippo detto il Grosso, figlio del Re di Francia Luigi V, morì cadendo da cavallo proprio davanti alla reggia, per colpa di un maiale che aveva spaventato il suo cavallo. È opportuno poi, fare una distinzione tra quella che poteva essere la differenza di alimentazione tra le varie classi sociali: quella del contadino era, come è facilmente prevedibile, molto povera, mentre quella dei ceti più abbienti, nobiltà e clero, era ricca ed opulenta.

Matricola dei Drappieri del 1411 con la rappresentazione
 del Mercato di Porta Ravegnana
 (Museo Civico Medievale, Bologna)
 Anche il mercato, cuore della vita cittadina, era legato a doppio filo alla gastronomia. Era infatti il luogo in cui si facevano gli affari, si amministrava la giustizia, si tenevano le assemblee e si organizzavano le congiure e le sommosse. Il mercato era dunque il "teatro" in cui andavano in scena gli agenti di cambio e dove si poteva trovare in esposizione di tutto: dai viveri ai dolciumi, dalle stoffe alle calzature, passando per i prodotti di cuoio. E c'era molto altro ovviamente. Era dunque qui, che nasceva lo scambio dei prodotti per alimentarsi, ed era qui che iniziava lo scrupoloso controllo della qualità delle derrate alimentari per opera delle amministrazioni cittadine, le quali seguivano delle norme ben precise. Secondo queste norme, per esempio, a Firenze era vietato rivendere il lunedì la carne rimasta del sabato o smerciare il pesce fuori dai confini del del mercato. A Zurigo si doveva distruggere alla sera il pesce rimasto invenduto, mentre a Lucerna il commercio di prodotti ittici doveva tassativamente avvenire solo nell’intervallo tra un pasto e l’altro. Infine, a Strasburgo, dove probabilmente si applicava la regola più dannosa ed insensata, ovvero quella di destinare agli ospedali la carne degli animali malati. 

17 maggio, 2016

Proposte di lettura: La storia delle Crociate. Steven Runciman

La storia delle crociate, si sa, ha avuto origine meno di mille anni fa, il primo inneggio alla guerra di religione risale al 1095, quando in quella data Urbano II al concilio di Clermont, invitò tutta l'Europa a partecipare alla grande spedizione in oriente,chiamando all'appello sia i grandi signori feudatari che il popolino, al fine di attaccare l'Islam. Quella terra ormai sotto il dominio degli infedeli e che era stata calcata da Gesù in persona, il quale via aveva trascorso tutta la sua vita, doveva essere liberata dall'invasore. Questo rappresentava un'occasione anche per incrementare la propria fede.
Questo libro scritto da Runciman, uno dei più illustri ed importante studiosi di questo straordinario evento di massa avvenuto alla fine dell'XI secolo, nonchè medievalista e bizantinista di grande fama, ci descrive il movimento crociato dalle sue origini fino al declino totale dell'occidente in Terra Santa.


Il libro è diviso in due grossi volumi, di poco più di 600 pagine cadauno, Runciman ricostruisce con rigore scientifico, bibliografico e archeologico questa epica avventura, descrivendo in maniera limpida, precisa e minuziosa ogni singolo evento. In quest'opera, l'autore ci propone il suo studio nel periodo storico che vide, dal 1089 a oltre la metà del 1400, la corsa all' "outremer" da parte dei cristiani, guidati ed ispirati dai più noti personaggi del tempo come Boemondo d'Altavilla,Goffredo di Buglione, Riccardo Cuor di Leone, Federico Barbarossa, opposti a quello che la storia riconosce come un grande condottiero, ovvero Saladino. Basandosi su documenti per lo più di origini europee e da fonti islamiche, l'autore ricostruisce il contesto storico nella sua globalità, inserendo inoltre anche dettagli che oggi non è facile reperire come, ad esempio, nomi di villaggi montani ormai dimenticati, citazioni di notevole importanza di personaggi conosciuti e non. Uno dei più importanti testi per chi vuole studiare e per chi vuole approfondire in maniera ampia uno degli eventi più importanti dell'epoca medievale.

15 maggio, 2016

L' anno mille, la fine e l'inizio

" Ed egli afferrò il dragone, il serpente antico - cioè il diavolo, satana - e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell'Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po' di tempo."

Durer - I quattro cavalieri dell'apocalisse, incisione

"Mille, non più mille". Così cita un passaggio, attribuito a Gesù, di uno dei vangeli apocrifi. E su questo passaggio è nata una vera e propria mitologia, basata sulle superstizioni, secondo la quale l'anno mille sarebbe stato l'anno della fine del mondo.
La già travagliata vita medievale, divenne ancora più difficile per via della psicosi dell'arrivo del momento del giudizio universale: negli anni precedenti il mille infatti, aumentarono le vocazioni, i suicidi di massa si moltiplicarono; migliaia di ciarlatani, spacciandosi per maghi, approfittarono della situazione per imbrogliare le persona più facilmente suggestionabili e, con donazioni e pagamenti in denaro, arricchirsi ai loro danni. Il popolo era atterrito, il fanatismo imperversava e si attendeva con terrore il giudizio divino, alla fine del millennio.

Ma nulla accadde, ed i popoli europei cominciarono una lenta strada che li porterà ad evolvere, fino a giungere ad una grande prosperità: i popoli germanici, ad esempio, cominciarono una lenta espansione verso le pianure orientali, che vennero disboscate, dissodate e coltivate. Tale espansione fu talmente massiccia che i popoli slavi si ritirarono oltre il fiume Oder, nell'odierno territorio polacco. La stessa fede cristiana visse un periodo di espansione per mezzo delle crociate, attraverso cui la chiesa romana cercò di strappare i territori della Terra Santa, luogo di nascita di Gesù, dalle mani dei musulmani.

Miniatura da Les Très Riches Heures du duc de Berry

Un aumento tanto esponenziale delle terre da dissodare, fa supporre agli storici che ci fu, intorno alla fine dell' XI secolo, una vera e propria esplosione demografica che si protrarrà, escludendo i periodi concernenti le grandi pandemie, fino al XV secolo. Tale ipotesi è rafforzata dal fatto che verranno coltivate anche terre fredde e difficili, oppure effettuate bonifiche di aree un tempo paludose. Ad un aumento di popolazione, corrisponde sempre un aumento della domanda di risorse e beni di primo consumo, di conseguenza anche l'economia europea trovò grandi benefici, rendendo le popolazioni del continente relativamente più ricche.

In sintesi, l'anno mille può essere considerato l'anno della fine del mondo: la fine di un mondo dove si pensava più a sopravvivere che a vivere; la fine di un mondo più difficile, per l'inizio di un cammino evolutivo, che porterà gli stati europei, nel giro di una manciata di secoli, a tenere in mano le redini del mondo intero.

08 maggio, 2016

La casa torre

Uno degli elementi distintivi del medioevo, perlomeno a partire dal X secolo, è una casa che ha sia le caratteristiche di dimora che di rocca difensiva: la casa torre.

Una casa torre di San Gimignano
La struttura massiccia della torre infatti, forniva agli occupanti sia un luogo in cui vivere che un ottimo baluardo di avvistamento, oltre che difensivo. Osservazione, segnalazione e difesa sono le tre ragioni principali che portano al sorgere di queste strutture che, nel panorama italiano, diverranno un segno distintivo per secoli. Tale tipo di casa era dotato di pozzo per l'acqua e cortile interno; grande portale di accesso per consentire l'accesso a cavallo e spesse mura, con piccole finestre, concepite a scopo difensivo.

Le case torri trovano sviluppo soprattutto in città, dove le rivalità fra le principali famiglie, richiedevano misure difensive adeguate. Ciò comporta una crescita in altezza dei centri urbani più importanti. Essendo costruzioni ingegnose, spesso le famiglie nobiliari fanno a gara a chi costruisce la torre più alta. Così nascono imponenti strutture: a San Gimignano ad esempio, la torre del Podestà raggiunge i 54 metri di altezza; a Bologna, la torre degli Asinelli giunge a 97 metri, mentre altre torri superano i 70 metri!

La torre degli Asinelli a Bologna; in primo piano la torre della Garisenda.

Un abitante dell'epoca, avrebbe visto la città emiliana come noi oggi vediamo città come New York e Dubai, dato che architetture che giungevano al centinaio di metri di altezza erano molto rare.
Bologna infatti, giunse ad avere un aspetto più simile ad un'odierna metropoli americana o orientale.

Ricostruzione computerizzata di Bologna nel medioevo, secondo le attuali conoscenze storiche (Cineca Bologna)
Queste torri divengono dunque simbolo di potere, di visibilità: avere una torre alta significava essere visti da ogni angolo della città, e quindi testimoniare la propria influenza sulla vita cittadina. Questa è una delle ragioni, oltre a problemi legati alla stabilità strutturale di tali torri, per cui molte di esse sono state abbassate o smantellate.
Siena ad esempio, una volta conquistata da Firenze, ha perso molte torri.
Attualmente, la città turrita meglio conservata è San Gimignano.

San Gimignano, provincia di Siena
San Gimignano è una delle meglio conservate città medievali, e testimonianza scolpita nella pietra dell'importanza della casa torre in questo periodo storico. L'uomo d'altronde è sempre stato affascinato dall'idea di costruire in altezza, ed ancora oggi, la sfida verso il cielo continua grazie ai grattacieli, eredi della torre medievale.

06 maggio, 2016

La sessualità nel Medioevo

Nel Medioevo, il modo di intendere la sessualità subisce dei radicali cambiamenti. Si passa gradualmente dalla sessualità romana, esaltata e profana, a quella sottoposta al controllo della chiesa, quindi più nascosta e meno palese. Il Cristianesimo infatti trasforma la visione del sesso in un insieme di regole in cui viene sancita la condanna totale dell'aborto e dell'omosessualità.

due amanti in una miniatura medievale
Per prima cosa, esiste un vero e proprio calendario dell'amore. La chiesa infatti, proibisce il sesso, in maniera categorica, in alcuni periodi dell'anno e nei fine settimana. In altre parole, sono 185 i giorni, durante l'anno, in cui le coppie sono libere di congiungersi.

L'adulterio è considerato un crimine molto grave soltanto se commesso da una donna. In alcuni paesi europei, addirittura, l'uomo è considerato adultero solo se intrattiene rapporti con una donna sposata. Se, invece, lo fa con una giovane "single", commette ugualmente un peccato, ma non grave. Per la donna, al contrario, scatta l'accusa di adulterio per i rapporti al di fuori del matrimonio.

La prostituzione, a sorpresa, non è considerata in maniera negativa. Per un uomo è meglio recarsi da una meretrice piuttosto che corrompere la propria moglie o, peggio, dedicarsi all'autoerotismo per trarre piacere. È per questo che i bordelli sono aperti tutto l'anno, tranne il venerdì Santo, e vengono frequentati anche da porporati che, nel XV secolo, costituiscono addirittura il 20% dei clienti.

Poco fa abbiamo accennato alla masturbazione. Ebbene, essa è assolutamente condannata e osteggiata con disprezzo per gli uomini mentre, curiosamente, per le donne viene in un certo senso tollerata.

Due monache raccolgono falli da un albero
miniatura dal “Roman de la Rose” di Jean de Meung
A causa di tutte queste restrizioni, non sono pochi i casi in cui, un pò in tutta Europa, la trasgressione e la ribellione scattano sotto le coperte. In Germania, ad esempio, la poligamia diventa pratica comune e diffusa, mentre la poliandria, riferita al buddhismo tibetano in cui una donna poteva contrarre matrimonio anche con i fratelli, è pratica sconosciuta in Occidente.

L'omosessualità infine è un crimine molto grave ma, nonostante la battaglia portata avanti dalla chiesa per combattere quella che viene definita una "piaga", i rapporti intrattenuti tra persone dello stesso sesso vengono tollerati fino al XII secolo. Questo perchè è una pratica diffusa soprattutto in ambienti ecclesiastici. Riguardo questo argomento, pare che siano delle leggende prive di fondamento, le convinzioni secondo cui Riccardo Cuor di Leone fosse omosessuale, così come per i templari, nonostante ci sia effettivamente stato qualche caso in cui dei cavalieri abbiano intrattenuto rapporti tra loro.


04 maggio, 2016

Storie di incastellamento: Capua

Anno del signore 841.
Radelchi, principe del ducato di Benevento, nel corso di una guerra di successione assoldò dei soldati saraceni per attaccare la città di Capua, ormai il fantasma della gloriosa città romana che fu. Sprezzanti della sua storia, i saraceni la distrussero, ed i suoi abitanti si dispersero per la piana campana. Un gruppo di loro, dopo un lungo girovagare, trovarono un'ansa sul fiume Volturno particolarmente stretta e dunque facilmente difendibile. Decisero di insediarsi li, non lontano dai ruderi della vecchia città, e fondarono così una nuova Capua, la cui storia continua ancora ai giorni nostri.

Capua dall'alto, inserita in una stretta ansa del fiume Volturno

Il X secolo vede Capua come ducato longobardo autonomo, la cui influenza si estende su tutta la Terra di Lavoro, pianura che si estende fra Napoli a sud, ed i primi contrafforti del monte Massico al nord. La sua influenza arrivò al punto da divenire metropolita per la Chiesa di Roma.

Nel 1059 la città venne conquistata dai normanni, che han lasciato molte tracce nel tessuto urbanistico, sia militare che civile; ma il suo essere un porto fluviale strategico, la rese appetibile a molti: gli svevi infatti, quando conquistarono la città, dapprima abbatterono tutte le mura, per poi ricostruirle; Federico II di Svevia edificò due scenografiche torri a guardia del ponte romano, posto all'ingresso sud della città, in corrispondenza di porta Napoli.

Mirabile esempio architettonico è il castello delle pietre, inglobato nelle mura normanne

Castello longobardo di Capua, detto Castrum Lapidum, castello delle pietre.
La torre, e le mura, composte di pietra calcarea, sono in parte sormontate da un'elegante merlatura; le finestre bifore di tipo gotico sono un elemento che impreziosiscono la qualità architettonica della dimora dei signori di Capua. Tali blocchi calcarei provengono dall'anfiteatro romano dell'antica Capua, usato come cava dai normanni. Poco resta del periodo medievale, in quanto il castello, in epoche successive, è stato più volte rimaneggiato. Tale castello venne concepito per tenere a bada i longobardi, affinché rinunciassero ad ogni mira di riconquista della città.

Altra testimonianza è il duomo di Capua, edificato fra il 1072 ed il 1086.

Il semplice campanile, ornato da bifore a tutto sesto, del duomo di Capua
Anche se ristrutturato radicalmente nel 1700, conserva ancora il campanile medievale. Ancora una volta sono stati usati materiali provenienti da edifici romani, come le colonne in granito presenti nella chiesa. Il fonte battesimale è di epoca altomedievale, mentre diverse tombe riutilizzano sarcofagi romani.

Le chiese dell'Annunziata e di santa Caterina sono del XIII e XIV secolo, così come molti altri edifici religiosi, fra cui la chiesa dei santi Rufo e Carponio

Chiesa dei santi Rufo e Carponio
Ma la testimonianza più scenografica del passato medievale di Capua sono indubbiamente le torri di Federico II, quinta del ponte romano sul fiume Volturno.

Torri medievali di Federico II
Tali torri presentano un basamento poligonale calcareo sormontate da un corpo cilindrico in piperno. Probabilmente, in epoche passate, erano più alte di quelle odierne, ma restano comunque testimonianza delle importanti vestigia medievali della città. Esse rappresentavano l'ingresso più monumentale della città, e questo si ritiene essere il loro aspetto originario:

Torri di Federico II, probabile ricostruzione

02 maggio, 2016

Proposte di lettura : La guerra dei Cent'anni



Il libro che vi proponiamo quest'oggi, è una sintesi di un conflitto che ebbe inizio alla seconda metà del XIV secolo, precisamente nel 1337 fino al 1453. Questa guerra fece mutare enormemente la geopolitica tra le due nazioni coinvolte, Francia ed Inghilterra, dove il conflitto ebbe una durata di ben 116 anni, interrotti più volte con tregue da entrambi i contendenti.
Ragioni dinastiche, politiche ed economiche concorsero a generare e tener viva questa guerra che incise nel profondo sui due paesi coinvolti, soprattutto la Francia, sul cui territorio fu combattuta, in un'epoca segnata in tutta Europa dalla disastrosa epidemia di peste (con centinaia di migliaia di morti) e dalla conseguente crisi demografica ed economica che stava attraversando la Francia in quel periodo.


Il libro proposto
Le pagine di questo libro non cercano di ripercorrere, sotto i molteplici aspetti, la storia della Francia e dell'Inghilterra all'interno dei limiti cronologici della loro storia e di questo conflitto, ma il testo vuole solo presentare questa guerra nelle sue cause, nel suo carattere, nel suo svolgimento, nelle sue conseguenze e di ricollocarlo nel contesto storico generale, molto più ricco e complesso, dei due paesi coinvolti.
Anche se il contenuto delle pagine non è sufficientemente abbondante per uno studio approfondito di questo lungo conflitto, comunque, è utile a coloro che pur volendo fare uno studio minuzioso di questo conflitto, possano sfruttare la perfetta sintesi, la chiarezza e la semplicità della scrittura del testo grazie al noto autore medievalista P.Contamine.