Il concetto di Medioevo

Nei nostri articoli sul medioevo, non ci siamo mai soffermati a pensare all'etimologia di questa parola, che suona tanto esotica quanto affascinante. L'età medievale è quell'epoca della storia occidentale che, nell'immaginario comune, si avvicina all'ambientazione delle storie fantastiche, come possono essere quelle di Tolkien, o delle favole dove i cavalieri combattono contro i draghi, nel tentativo di salvare l'amata principessa di turno.

Ambrogio Lorenzetti - Allegoria del buon governo. Palazzo del comune di Siena

Questa visione un po' fantastica è spesso foraggiata dai costumi, dalle usanze del tempo, e anche dalle arti figurative, ben lontane da una rappresentazione proporzionata delle realtà; spesso più inclini ad evidenziare una particolare simbologia, a discapito dell'estetica o del realismo delle figure.

Ma quand'è che nasce il concetto di "medioevo", o età di mezzo? Quand'è che si decide di dare un nome a quel periodo storico che separa l'età classica da quella moderna?
Per rispondere a questa domanda, dobbiamo risalire al 1450. In quegli anni, un umanista di Forlì, d nome Flavio Biondo, scrive un testo denominato "Historiarum ab inclinatione romanorum imperii decades", ossia "le decadi storiche dal declino dell'impero romano". In tale testo l'autore critica tutto ciò che seguì il tramonto del leggendario impero, definendolo come un momento di stasi nell'arte e nella cultura, che si sarebbe protratto, a detta dell'autore, fino al '400.

Il testo che ha donato all'umanità la parola "Medioevo"

Ma fu davvero così? Flavio Biondo fu un grande studioso dei fasti di Roma. Insieme ad un grande del tempo, Leon Battista Alberti, si recò a Roma e studiò le rovine del foro Romano, all'epoca soltanto un pascolo per i maiali. Immagini del genere, devono aver indubbiamente suggestionato animi sensibili come quelle di Biondo e dell'Alberti.

Van Wittel - Colosseo. Si noti come ancora, nel settecento, le rovine romane erano usate come pascolo dai pastori della città

E' oggettiva una decadenza della società occidentale al tramonto dell'impero, come testimoniano le contrazioni demografiche, la riduzione delle campagne e lo spopolamento ed impoverimento delle città (si ricordi che Roma passò da un milione e mezzo ad appena trenta, quarantamila abitanti!).
Ma è anche vero che, dall'anno mille in poi, si assiste ad una lenta ripresa dei commerci, dell'economia, delle arti. Nascono stili che, all'epoca di Flavio Biondo, furono vituperati perché venuti da popolazioni considerate barbare, come il gotico.

Il meraviglioso interno gotico dell'abbazia di Saint Denis, a Parigi
Tali stili artistici infatti, vengono ritenuti lontani dalle forme umanistiche che si stanno affermando nel '400. Flavio Biondo vive in un mondo che riscopre l'epoca classica, che la ammira; un mondo le cui architetture non tendono più verso il cielo, come il gotico portato dai "barbari", ma pongono la loro attenzione sull'uomo, sulle proporzioni classiche.

Ed ecco che allora l'età di mezzo viene vista come un'epoca che non ha dato nulla all'umanità, un'epoca buia, di stallo, di crisi, un'epoca di passaggio, un'epoca di mezzo, un evo di mezzo, un evo medio, un medioevo.

Un'era dove si sono distrutti i canoni classici e ci si è impelagati in un qualcosa di diverso, un qualcosa che non è stato capito dall'uomo rinascimentale perché lontano dalla sua "mentalità nuova", e quindi bollato come modello fallito.
La storia ci dirà invece che il medioevo è stato un'era di studio, di ricerca di una strada, un'epoca in cui, dopo secoli bui c'è stato un nuovo sviluppo, sviluppo che ha consentito di gettare le basi dell'era moderna.

Monaci amanuensi, grazie ai quali è stato possibile tramandare la letteratura classica

D'altronde, non è grzie ai monaci amanuensi che è stato possibile tramandare la letteratura classica? Non è grazie ai commerci, ripresi nel medioevo, ed alle divisioni fra i vassalli concesse dal Sacro Romano Impero, che sono nati i comuni? E non è grazie ai comuni che son potute nascere e prosperare le corporazioni? E non è grazie ai soldi delle corporazioni, nuovi mecenati, che è stato possibile sviluppare l'arte e la letteratura che han portato al rinascimento?

Il medievale palazzo Vecchio a Firenze
Ed infatti, nei secoli a venire, ci sarà una rivalutazione del medioevo. Una rivalutazione come età dinamica, che ha visto cambiamenti importanti dall'età classica, cambiamenti che hanno impostato il disegno dell'Europa moderna e, perché no, anche dell'Europa dei giorni nostri.

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