13 dicembre, 2016

Le mappe geografiche

La conoscenza del mondo ha sempre affascinato l'uomo fin dall'inizio della sua esistenza sulla Terra. Questo perché, oltre al semplice desiderio di soddisfare la propria curiosità e voglia di conoscere e scoprire, studiare il territorio, comportava un vantaggio di dominio e sopravvivenza notevole, che nel corso dei millenni, si tradurrà in ottenimento di maggiore potere, sia esso commerciale, economico, politico.
Le mappe geografiche, in tutto ciò, giocheranno la parte del leone.
Nel medioevo, oltre alla copia degli antichi manoscritti di epoca romana, anche le mappe venivano copiate. Nel XII, XIII secolo, ad esempio, venne ricopiata la tavole Peutingeriana, un autentico stradario dell'antichità, in cui erano disegnate le principali vie di comunicazione imperiale. Una sorta di diagramma, uno schema della rete stradale dell'epoca, esattamente come oggi si usano le rappresentazioni schematiche della rete di una metropolitana.

Frammento della tavola Peutingeriana

Il primo grande contributo che il medioevo diede alla cartografia, fu dato dal mercante bizantino Cosma Indicopleuste, nel VI sec. d.C . Cosma viaggiava spesso fra il mar Rosso e l'oceano Indiano; di conseguenza, acquisì conoscenze approfondite delle terre bagnate da questi mari. Riportò le sue conoscenze in un tomo, topographia Christiana, in cui Cosma ritenne che la Terra fosse piatta e che il cielo fosse una sorta di baule che la ricoprisse, contestando così le tesi degli astronomi antichi, che invece sostenevano la sfericità del pianeta.

Modello di mondo immaginato da Cosma Indicopleuste, dove il cielo forma un arco sopra la Terra, creando così una sorta di baule che sovrasta le terre emerse.

Anche i musulmani, a partire dal IX sec. d.C., cominciarono a dare un forte impulso alle conoscenze cartografiche dell'epoca. A differenza dei bizantini, gli arabi credevano nella sfericità della terra, tanto è vero che riuscirono a calcolare, con buona approssimazione, la larghezza di un grado di meridiano. Gli arabi crearono anche una mappa del mondo, con l'aiuto di 70 geografi diversi.

Il libro arabo delle strade e dei regni

Gli arabi rividero il lavoro di geografia fatto da Tolomeo, fondarono una importante scuola di geografia,  la scuola di Balkh, dove vennero redatti diversi atlanti del mondo conosciuto, crearono un trattato sulle proiezioni cartografiche, introducendo la proiezione polare, che portò addirittura ad una stima molto precisa, per l'epoca, del diametro della Terra, correggendo quella fatta da Eratostene nell'età classica.
In Sicilia, alla corte di Ruggiero II, un altro importante astronomo arabo redasse un importante mappamondo che prese il nome di Tabula Rogeriana, che era un'immagine del mondo dall'Europa fino all'estremo oriente, passando per Arabia, India ed Indocina.

Tabula Rogeriana, notare come il nord sia nella parte inferiore della carta

La tabula Rogeriana fu la più grande, avanzata ed importante creazione cartografica del XIII secolo; venne redatta in settanta tavole ed allegate al libro di Re Ruggiero, un libro di geografia dove si riportava la suddivisione del mondo in sette fasce climatiche, a loro volta suddivise in dieci zone.
La tavola portava il sud in alto ed il nord in basso, e rimase la carta più precisa per almeno tre secoli, e cioè per tutto il periodo medievale.

In Europa occidentale invece, si diffusero i mappamondi, che riportavano le terre allora conosciute (Europa, Africa ed Asia). Il più famoso mappamondo fu quello T-O (abbreviativo di Terra-Orbis), mappe circolari in cui i mari Rosso, Nero e Mediterraneo costituivano una T che divideva i tre mondi conosciuti sopra elencati.

Mappa T-O

Negli ambienti marittimi invece erano apprezzati i portolani, carte nautiche in cui erano rappresentate tutte le località costiere. Erano carte del mare bordate da una fitta frangia di nomi di località, che servivano a trovare riferimenti nella navigazione lungo la costa ed in mare aperto.

Portolano medievale: notare come i nomi, generando una frangia, delineino la forma delle coste, che già si avvia ad una certa fedeltà alla realtà

Infine nel 1300, a Costantinopoli, viene trovato un lavoro di Tolomeo in cui si trova una carta del mondo chiamata mappamondo tolemaico. Questo lavoro, tradotto in latino, avrà un successo tale da soppiantare sia le mappe T-O che i portolani.

Planisfero tolemaico

Nel 1400 infine, si uscirà dalla cognizione medievale di mappa, eccessivamente approssimata rispetto alla realtà, e si tenderà a riprodurre la realtà in un modo sempre più fedele, preciso, cominciando così la grande corsa verso una rappresentazione, quanto più perfetta possibile, di ciò che è reale .

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