Il conclave più lungo di sempre

C'è stata una volta, nella storia, in cui un conclave, il primo con questo nome perché, per la prima volta, i cardinali furono rinchiusi a chiave (clausi cum clave), duro' circa tre anni. Esso divenne così il più lungo della storia della Chiesa, oltre che famoso per la rimozione del tetto della sala del palazzo arcivescovile di Viterbo, dove i cardinali erano riuniti, per esortarli a prendere una decisione. Per la precisione, il soglio pontificio restò vacante per 1006 giorni, fino all'elezione, avvenuta il primo settembre del 1271, di Tebaldo Visconti (arcidiacono di Liegi che era allora, tra l'altro, in Terra Santa per la Crociata), il quale prese il nome di Gregorio X e che si insediò a marzo dell'anno dopo, al suo ritorno a Roma.
Non sorprende quindi che due anni dopo, durante il Concilio di Lione, questi promulgasse la costituzione apostolica ''Ubi periculum'', documento con cui la Chiesa istituiva ufficialmente il Conclave e ne sanciva regole severissime, modificate poi nel corso dei secoli.

Papa Clemente IV

Alla morte di Clemente IV, il 29 settembre del 1268, i cardinali, in tutto 17, erano divisi in due fazioni: 7 o 8 filofrancesi e filoangioini, o guelfi, e una decina, due dei quali morirono durante il conclave, filotedeschi, o ghibellini.
Tale divisione non era però l'unica. I cardinali si contrapponevano ulteriormente per le ragioni più disparate, da quelle famigliari ad altre più personali, in almeno quattro fazioni, il che rendeva quasi impossibile un qualunque tipo di accordo, cosa che avrebbe richiesto comunque una maggioranza di due terzi degli elettori. In realtà, ci furono un paio di occasioni in cui si sfiorò la risoluzione della questione, come quando il cardinale Ottaviano degli Ubaldini propose l'elezione al papato di Filippo Benzi, priore generale dei Servi di Maria, in odore di santità, il quale però, appresa la notizia, rifiutò cotanta responsabilità, scappando di nascosto e andando a rifugiarsi in una grotta sul Monte Amiata, che ancora oggi porta il suo nome. Stesso rifiuto ad insediarsi sul soglio di Pietro, pare si ebbe anche da Bonaventura da Bagnoregio, settimo successore di San Francesco d'Assisi come generale dell'Ordine Francescano.

Il palazzo papale di Viterbo

Mentre il conclave proseguiva invano, a Viterbo la storia faceva il suo corso; ed il 13 marzo 1271, veniva assassinato, per mano del cugino Guido di Montfort, Vicario per la Toscana di Carlo d'Angiò, Enrico di Cornovaglia, nipote di Enrico III d'Inghilterra, durante una Messa nella chiesa di San Silvestro, il quale si trovava a Viterbo, insieme al corteo funebre che riportava in Francia i resti di Luigi IX (morto a Tunisi nel corso dell'ottava crociata). 

La sala del conclave del Palazzo Papale di Viterbo

La città, col passare del tempo, divenne insofferente nei confronti dei cardinali in conclave. Intuendo la crescente ondata di sdegno popolare, il Podestà Alberto di Montebuono, assieme al Capitano del Popolo Raniero Gatti, per sottrarre i cardinali da eventuali ingerenze esterne, il 1 giugno 1270 ordinarono la chiusura delle porte della città e rinchiusero i cardinali nella grande sala di quello che oggi è il Palazzo dei Papi, per costringerli a fare una scelta. Dopo pochi giorni, per mostrarsi ancora più incisivi, fu ordinato di razionare il cibo fornito, e di scoperchiare buona parte del tetto dell'aula in cui erano i porporati, ai quali fu comunque concesso  l'accesso anche alle altre sale del palazzo.

Papa Gregorio X

Ciò nonostante, il conclave proseguì ancora per più di un anno. La soluzione si raggiunse soltanto quando i cardinali decisero di delegare ad una commissione, composta di sei cardinali elettori, il compito di scegliere il nuovo Papa. Questi, sorprendentemente, trovarono l'accordo, su colui che sarebbe poi diventato Gregorio X, in sole due ore.

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