20 gennaio, 2017

La storia di Giovanni di Pietro Bernardone

Nel settembre del 1182 nasce, in una famiglia agiata di Assisi, un bambino di nome Giovanni. I suoi genitori erano il mercante Pietro Bernardone, arricchitosi grazie al commercio delle stoffe, e la nobildonna Giovanna Pica, che decise di battezzarlo Giovanni, come il battista, nella chiesa principale del loro paese.

La cattedrale di San Rufino, dove venne battezzato Giovanni

Il padre Pietro però non fu d'accordo con la decisione della moglie. Voleva rendere omaggio al regno che aveva decretato le sue fortune e la sua ricchezza, il regno di Francia. Voleva un nome che onorasse la terra che aveva avuto clemenza di lui, e così scelse un nome che, per l'epoca, risultava piuttosto insolito: lo chiamò Francesco.

Francesco trascorse la sua infanzia in una casa al centro della cittadina, dotata di un fondaco adibito ai commerci, dove Pietro esponeva le stoffe che comprava dalla Provenza. E dalla sua città, il negozio vendeva a tutto il ducato di Spoleto. Il padre insegnò al piccolo Francesco, dopo la scuola, a prendersi cura degli affari di famiglia; a quattordici anni il ragazzo era ormai pronto a gestire il negozio, oltre a trascorrere il tempo libero nelle brigate dell'aristocrazia locale.

Mercanti di stoffe

Ma la guerra stava aspettando il giovane Francesco lungo il suo cammino: La vicina Perugia, di parte guelfa, attaccò Assisi, di parte Ghibellina. Francesco partecipò come soldato e venne catturato; l'esperienza del carcere, lo avrebbe cambiato per sempre. Vivendo fra gli stenti infatti, cadde malato; il padre riuscì a liberarlo tramite un riscatto, e nei mesi che passò in convalescenza a casa, capì che la sua vita nell'opulenza andava totalmente rivista, che una vita umile, in cui non sarebbe stato schiavo delle cose materiali, lo avrebbe reso più forte e lo avrebbe avvicinato a Dio.

Nasce così la figura del frate che avrebbe rivoluzionato il mondo della Chiesa cattolica, colui che oggi conosciamo come San Francesco d'Assisi.

Cimabue: affresco ritraente San Francesco, nella basilica superiore di Assisi

Le agiografie si dividono sulle ragioni della conversione di Francesco: da una parte ci sarebbe una volontà frustrata di non potersi fare cavaliere e partire per la Crociata; dall'altra parte invece, una crescente compassione verso poveri, malati, emarginati e sofferenti, che avrebbero alimentato un sempre più crescente desiderio di amore nei confronti degli ultimi. Fatto sta che Francesco cercò di partire per la Crociata, ma presso Spoleto cadde malato, ed un sogno rivelatore lo convinse ad accantonare definitivamente il progetto: infatti si rese conto che il suo desiderio intimo era servire gli ultimi, e non i potenti che stavano portando avanti il conflitto; così tornò ad Assisi e cambiò radicalmente il proprio stile di vita, passando la maggior parte del tempo a pregare e meditare in luoghi isolati.
Da questo momento cominciano le stranezze che lo mettono contro al padre: andato a Roma, vendute tutte le stoffe, dona il ricavato ai poveri; ripete la stessa cosa a Foligno, oltre alle vesti vende anche i propri vestiti ed il cavallo, e dà tutto in beneficenza alla chiesa di San Domenico affinché venga ristrutturata. Il padre Pietro va su tutte le furie: va bene la beneficenza, ma fino al punto da vendere tutti i ricavati delle mercanzie, è un'azione inaccettabile. Francesco viene visto come un figlio stravagante che non esegue i voleri del padre che, per disperazione, lo trascina in processo.
Alla fine del processo, Francesco chiede di parlare; depone tutte le vesti e, nudo. pronuncia le seguenti parole al genitore: "Finora ho chiamato te, mio padre sulla terra; d'ora in poi posso dire con tutta sicurezza: Padre nostro che sei nei cieli, perché in lui ho riposto ogni mio tesoro e ho collocato tutta la mia fiducia e la mia speranza"


Giotto: San Francesco rinuncia ai beni terreni

Francesco in pratica ha rinunciato a legami e beni terreni; il Vescovo di Assisi, nel tentativo di coprire le sue pudenda, non si rende conto dell'immane percorso in salita intrapreso dall'uomo davanti a lui. La folla vede un folle esaltato; pochi realizzano che quell'ultimo avrebbe portato profondo scompiglio nel mondo della Chiesa, e avrebbe dato inizio ad un modo nuovo di vedere le cose che avrebbe portato Francesco a divenire santo e patrono d'Italia. 

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