24 settembre, 2017

Giovanna II di Napoli, mangiatrice di uomini

Il 2 febbraio del 1435, moriva a Napoli Giovanna d’Angiò. Appartenente al ramo dei d’Angiò-Durazzo, la bella e intrigante nobildonna divenne regina di Napoli alla morte del fratello Ladislao, nel 1414, con il nome di Giovanna II. Seppe barcamenarsi tra Luigi III d’Angiò e Alfonso V d’Aragona, che alla fine prevalse nella sua successione al trono di Partenope.
Giovanna era nata a Zara, sulla costa dalmata del mar Adriatico, il 25 giugno del 1373. Innumerevoli furono i suoi amanti e, per la tradizione popolare, si trasformò in una sorta di mantide che si sbarazzava degli spasimanti (spesso scelti fra i giovani popolani di bell’aspetto), dopo folli notti d’amore, facendoli sparire attraverso mortali trabocchetti.

Giovanna II di Napoli
Per secoli si è narrato, infatti, che la lussuriosa regina disponesse, all'interno di Castel Nuovo (il Maschio Angioino), di una botola segreta. Gli amanti, una volta soddisfatte le sue voglie, venivano scaraventati in questo pozzo, dove venivano divorati da un famelico coccodrillo che, stando alle voci popolari, la bella sovrana si era portata dietro dall'Africa fin dentro i sotterranei del maniero.
Storia quasi surreale, che si affianca a quella secondo cui la regina fosse stata artefice della distruzione del borgo pugliese di Satriano, soltanto perché gli abitanti di questo piccolo centro di origine longobarda avevano osato rapire una sua dama di corte. In realtà c'è un’altra versione della vicenda, in cui si narra che la distruzione del villaggio fosse stata decisa per il rifiuto di un giovane baronetto del posto a corrispondere le grazie amorose di Giovanna.

Giovanna II con il secondo marito Giacomo II di Borbone
Forse proprio perché funeste e inquietanti, questa ed altre leggende non hanno fatto altro che accrescere la popolarità e la curiosità anche verso Giovanna I (Napoli, ca. 1327 – Muro Lucano, 12 maggio 1382), tant'è vero che, spesso, le vicende legate alle due regine vengono associate e confuse. La certezza è che entrambe furono chiamate a governare un regno al centro di diverse contese in un periodo storico fra i più difficili e tormentati della storia di Napoli.
La tomba di Giovanna II d'Angiò-Durazzo è situata all'interno della monumentale basilica della Santissima Annunziata Maggiore di Napoli, che fa parte di un più vasto complesso, costituito in origine, oltre che dalla chiesa, anche da un convento, da un ospedale, da un ospizio per i trovatelli (i cosiddetti "esposti") e da un "ricovero" per le ragazze povere oppure prive di famiglia.

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