19 dicembre, 2017

Il ciclo arturiano

Statua di Re Artù
E' uno dei cicli mitologici celtici e britannici più famosi in assoluto. Esso è chiamato anche Materia di Britannia, o Ciclo Bretone, e narra le gesta di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda.

Chi non ha mai sentito parlare di Re Artù? Film, cartoni animati e favole narrate ai bambini, hanno reso questo personaggio famosissimo nel mondo. Ma quali sono le radici dei racconti delle sue vicende? Partiamo dall'inizio: nel XII Secolo, in Francia, prese moda raccontare le gesta epiche dei cavalieri e degli eroi. Nel 1135, questa corrente letteraria arriva anche in Inghilterra, prendendo il nome di Materia di Britannia.
Il primo autore che si occupa della Materia di Britannia è un chierico gallese, Goffredo di Monmouth. La sua prima opera è l'Historia Regum Britanniae, ma diviene famoso nella storia per aver raccolto una serie di profezie di un personaggio noto, al giorno d'oggi, a grandi e piccini: Merlino.

Una miniatura delle Profezie di Merlino


La storia del Regno di Britannia consiste in una compilazione romanzesca di amori, magie e avventure; essa venne liberamente tradotta in versi francesi un ventennio più tardi in Francia nel Roman de Brut dal poeta normanno chiamato Maistre Wace.
Essendo tradotta liberamente e in una lingua accessibile al contesto, l'opera divenne subito facilmente accessibile a un pubblico più vasto e diede l'avvio a una produzione assai ricca (più di cento composizioni in lingua romanza) soprattutto in versi e più tardi anche in prosa.
L'evoluzione poetica rese più facile la memorizzazione e la diffusione delle storie; inoltre si diffuse tantissimo in ambito cortese, in quanto si trattava degli amori e di vicende che i nobili dell'epoca sentivano piuttosto vicine alla loro realtà.
Ma qual è il contesto delle storie? Siamo alla corte di Re Artù, che è circondato da cavalieri che non muoiono in battaglia come dei martiri, come accade con Orlando nella Chanson de Roland, ma sono solitari cavalieri erranti alla ricerca di prove, sempre più difficili, per conquistare la donna amata.

Nascono così le storie di Merlino e della spada Excalibur, incastrata nella roccia ed in attesa di un vero Re; l'amore di Lancillotto per la regina Ginevra, moglie di Artù; l'amore travagliato fra Tristano ed Isotta, la ricerca della fata Morgana e di suo figlio Mordred; Perceval alla ricerca del Graal.

Fra le tante, nasce inoltre la storia dei Cavalieri della Tavola Rotonda, uomini che nel corso delle battaglie mantengono un alto spessore morale.

Artù ed i cavalieri della tavola rotonda
Le loro regole sono le seguenti:
  • Mai oltraggiare o compiere omicidio.
  • Evitare l'inganno.
  • Evitare la crudeltà e concedere pietà a chi la chiede.
  • Soccorrere sempre le dame e le vedove.
  • Non abusare mai di dame e vedove.
  • Mai ingaggiare battaglia per motivi sbagliati quali amore e desiderio di beni materiali.
Tutti questi temi vennero trattati in moltissime opere: tra le prime le più famose furono i romanzi di Chrétien de Troyes, uno dei più grandi scrittori medievali; ma anche numerosi autori moderni come Mark Twain, John Steinbeck, Marion Zimmer Bradley, Jack Whyte e T. H. White hanno scritto su questi temi, alimentandone la mitologia e portandola fino ai giorni nostri, dove le grandi case di produzione tutt'ora la sfruttano per creare film e sceneggiati di successo, dimostrando come alcune storie, alcune idee letterarie ed alcuni personaggi siano successi che non risentono del passare del tempo.

Chretien de Troyes, uno dei primi autori ad ispirarsi alle leggende arturiane

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