La tavola Peutingeriana

Fra i tanti documenti di epoca romana che si ricopiavano, uno in particolare ha suscitato sempre stupore ed interesse: si tratta di una sorta di stradario d'Europa ante litteram, o per meglio dire, una mappa delle strade imperiali romane. Conservata presso la Biblioteca Nazionale Austriaca di Vienna, con copie a Parigi e a Pola, questo atlante stradale è stato inserito dall'UNESCO nel Registro della Memoria del Mondo. Stiamo parlando della Tavola Peutingeriana.

Porzione della Tavola: dall'alto verso il basso abbiamo l'area Balcanica, Puglia, Calabria, Sicilia e l'odierna Libia

La mappa porta il nome dell'umanista e antichista Konrad Peutinger, che la ereditò dal suo amico Konrad Celtes, bibliotecario dell'imperatore Massimiliano I; Peutinger avrebbe voluto pubblicare la carta, ma morì prima di riuscire nell'impresa. Come si può vedere dallo stralcio di mappa sopra mostrato, non si riescono a riconoscere le aree geografiche indicate nella didascalia, in quanto questa tavola non è una vera e propria cartografia, ma più un diagramma che mostra cosa collegavano le varie strade dell'Impero Romano, oltre ad indicare i vari mari, fiumi, foreste, montagne e città attraversate.

Zona dell'odierna Toscana settentrionale. Si riconoscono Pisa, Lucca e Luni; oltre a vedere l'Arno e la dorsale appenninica. In alto è visibile il fiume Po.

La tavola è composta da 11 pergamene che formano una composizione gigantesca: 6 metri ed 80 centimetri di lunghezza per 33 centimetri di altezza. La tavola arriva fino alla zona indiana, giungendo a menzionare addirittura la stessa Cina! Vi sono indicate circa 555 città e altre 3.500 particolarità geografiche, come i fari e i santuari importanti, spesso illustrati da una piccola figura. Le città sono rappresentate da due case, le città sede dell'Impero - Roma, Costantinopoli, Antiochia - sono segnalate da un medaglione. Vi sono inoltre indicate le distanze, sia pure con minore o maggior precisione.

Medaglione raffigurante Roma, sotto il porto di Ostia

Tale mappa è inoltre famosa perché è una delle prime testimonianze cartografiche di quell'insieme di vie che vanno a creare le strade della Via della Seta. Infatti, una delle pergamene mostra le strade attraversanti Armenia, Mesopotamia, Persia ed India, fino ai margini del mondo Orientale conosciuto all'epoca della sua stesura (IV Secolo dopo Cristo).

Le strade raffiguranti la via della Seta nella porzione orientale della tavola

Uno degli elementi interessanti di questa porzione della tavola è la presenza, in basso a destra, di un tempio romano dedicato ad Augusto. Questo tempio è localizzato sulla tavola nell'odierna regione del Kerala, che all'epoca corrispondeva alla costa di Malabar, col toponimo di "Templ' Augusti". Cos'ha di particolare questa regione del mondo? Beh, siamo in piena India meridionale!
Se un giorno questo toponimo dovesse venire confermato col ritrovamento archeologico di un tempio romano dedicato ad Augusto, avremmo la conferma che i romani arrivarono a colonizzare addirittura l'India meridionale.

Punto della tavola in cui è localizzato il tempio di Augusto e localizzazione geografica odierna

Ma chi copiò questa poderosa opera antica? Si ritiene che il manoscritto odierno sia opera di un monaco copista di Colmar, il quale la copiò nel XIII secolo, intorno al 1265, da un documento più antico. La tavola venne poi dimenticata, ma riscoperta intorno alla seconda metà del XV secolo da Conrad Celtis, che poi la passerà a Konrad Peutinger, il quale la farà riscoprire al mondo.

Incisione raffigurante Konrad Peutinger

La tavola Peutingeriana è la testimonianza di come, grazie al Medioevo, abbiamo opere la cui testimonianza attraversa i millenni. Dei veri e propri "profili autostradali" ante litteram, che mostrano anche i luoghi geografici attraversati. Un vero spaccato del mondo romano che, grazie ad un anonimo monaco amanuense medievale, è arrivato intatto fino ai giorni nostri, divenendo uno dei più grandi tesori dell'umanità.

Pergamena mostrante l'area campana

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