L'educazione del Paggio e dello Scudiero nel XIV-XV secolo

L'educazione di un ragazzo del XIV-XV secolo iniziava da giovane, intorno agli 8 anni, quando veniva mandato dai genitori a vivere nel castello di un signore feudatario. Qui, assieme ad altri ragazzi più o meno della stessa età, doveva rendersi utile come paggio (servitore). I suoi compiti erano quelli di fare commissioni, recare messaggi e servire a tavola. Aiutava la moglie del signore e le sue damigelle, prendendosi cura dei loro cani da salotto o aiutando a reggere i loro strascichi che strisciavano a terra dietro gli abiti delle donne ricche. Il cappellano del castello o il tutore di famiglia gli insegnava a leggere e a scrivere. Il ragazzo imparava a comportarsi in società; ad esempio, gli veniva insegnato come accogliere gli ospiti e come sostenere le conversazioni imitando la famiglia del feudatario.

Paggi durante il servizio delle vivande in un banchetto del XV secolo

I paggi trascorrevano anche parte della giornata con i soldati del castello, imparando a cavalcare, a curare i cavalli, a maneggiare le armi e a combattere. I ragazzi esercitavano le loro capacità di combattenti lottando l'uno contro l'altro, dotati di finte armi fatte di legno, più pesanti di quelle di metallo, ma con minore probabilità di causare gravi ferite. Maneggiare il pesante legno aiutava i ragazzi a sviluppare una muscolatura forte e se un paggio non riusciva a trovare un partner per allenarsi, faceva pratica combattendo contro un Pell, uno spesso palo di legno infisso verticalmente nel terreno. Veniva insegnato loro ad obbedire agli ordini in maniera immediata e senza discutere, ad essere duri, coraggiosi e intraprendenti. Quando un paggio aveva circa 14 anni, iniziava una nuova fase della sua educazione. Faceva da scudiero al signore o al sovrano che lo stava educando.

Uno scudiero durante una campagna militare. Tratto dalla Bibbia Maciejowski

Talvolta gli scudieri iniziavano come staffieri, prendendosi cura solamente dei cavalli del signore. Originariamente, scudiero significava "colui che porta lo scudo", ma la maggior parte dei giovani scudieri aveva molti altri compiti. In tempo di pace, si rendevano generalmente utili accompagnando il signore agli incontri politici, nelle battute di caccia e di falconeria. Imparavano a danzare e, se dotati di talento, a suonare uno strumento musicale, a scrivere poesie o a cantare. Continuavano ad addestrarsi al combattimento cavalcando cavalli più grandi e imparando a usare armi vere.
In tempo di guerra lo scudiero aveva un'importante funzione da svolgere: cavalcava con l'esercito del suo signore, collaborando a organizzare i cavalli, le tende e le armi. Prima di una battaglia, aiutava il suo signore a indossare l'armatura, controllava le sue armi e metteva i finimenti al suo cavallo; se il signore rimaneva ferito in combattimento, lo scudiero lo riportava indietro dal campo di battaglia e gli prestava i primi soccorsi.

Uno scudiero inginocchiato in attesa che Enrico V
 gli dia il consenso ad indossare l'elmo. Ricostruzione moderna

I ragazzi trascorrevano 7 anni da scudieri, acquisivano una preziosa esperienza osservando le battaglie, ascoltavano i cavalieri mentre parlavano di strategie e di tattica. Al raggiungimento dei 21 anni, si era pronti a diventare cavaliere. Nei secoli precedenti, se si era fortunati, si poteva diventare Cavaliere solo se lo scudiero, durante una battaglia, compiva un atto di eccezionale coraggio.
Nel XV secolo, tuttavia, il titolo di Cavaliere fu concesso anche come segno del favore reale, ad esempio, ai membri di un parlamento. Solitamente il raggiungimento dello status di Cavaliere era assegnato con una cerimonia speciale. Queste ultime iniziavano alla sera, quando lo scudiero faceva un bagno rituale per ripulirsi dai peccati del passato e segnare l'inizio di una nuova fase nella sua vita.

Investitura di un Cavaliere. Miniatura medievale

Dopo il bagno lo scudiero indossava abiti freschi e puliti, dopodiché si recava nella cappella del castello dove poneva la sua spada sull'altare e trascorreva sveglio tutta la notte in preghiera. Pregava per la sua famiglia, per le persone che lo avevano educato e per avere protezione in battaglia, affinché potesse divenire un cavaliere coraggioso e leale. La mattina andava nella grande sala del castello, dove lo aspettavano il signore che lo aveva educato o il re; lo scudiero si inginocchiava al suo cospetto e prometteva di servirlo fedelmente, giurando la sua lealtà.

Commenti

Post popolari in questo blog

Le acconciature e i capelli nel Medioevo

La scrittura nel medioevo

Il Letto in epoca medievale