10 febbraio, 2017

Maometto, parte seconda

Nell'anno 617, Maometto è costretto a lasciare il regno di Axum. Anche lì si è fatto troppi nemici, troppe persone che odiano il suo clan ed i suoi ideali. Ma di cosa tratta l'ideale di Maometto? Perché induce un rifiuto tanto viscerale da arrivare addirittura a perseguitare lui e coloro che lo seguono? Innanzitutto Maometto predicava l'esistenza di un unico Dio, allacciandosi così all'ebraismo e al cristianesimo; inoltre, voleva porre fine ad una serie di idolatrie che nascono sempre quando le religioni divengono di massa. La cultura religiosa araba del 600 d.C., come abbiamo detto nella prima parte, era politeista ed idolatra. Ma, oltre a ciò, era dedita all'abuso di alcool ed alla promiscuità sessuale, con ripercussioni negative sull'architettura sociale.

Maometto voleva porre un freno a tutto ciò. In un certo senso, c'è una forte somiglianza con la figura di Gesù, che lo stesso Maometto apprezza profondamente, riconoscendolo come profeta.

Maometto in una stampa del XVIII secolo

In quegli anni Maometto ha una nuova visione: viene preso da un angelo e sorvola la spianata del Tempio di Gerusalemme, dove gli verrà indicata la costruzione del tempio ultimo; sorvola l'inferno, e poi viene condotto da Adamo, Giovanni Battista, Gesù, Giuseppe, Aronne, Idris, Mosè ed Abramo. Tutti profeti delle due religioni monoteiste, che gli consegnano un messaggio di salvezza per l'umanità, per poi essere portato al cospetto di Dio. I grandi delle due religioni monoteiste, in pratica, affidano a Maometto il compito di mandare un messaggio all'umanità.

La cupola della roccia, il tempio ultimo profetizzato a Maometto dall'angelo della visione.

Da questi eventi ci si può rendere conto come le tre religioni monoteiste siano estremamente ed intimamente collegate fra loro. Se gli ebrei sono stati definiti, da un Papa passato, i fratelli maggiori dei cristiani, i musulmani possono essere tranquillamente definiti quelli minori.

Per la morte di diversi suoi cari, Maometto torna alla Mecca, e cerca di creare, attraverso la diplomazia ed il dialogo, un clima più disteso per tenere al sicuro i suoi seguaci da eventuali rappresaglie. Alla fine però, soltanto nella città di Medina, riesce a trovare diverse tribù che hanno dimestichezza col concetto di monoteismo, ed il messaggio di Maometto comincia a diffondersi con maggior successo.
I seguaci del profeta si diffondono per il medioriente; per contrastare la propagazione del messaggio, gli arabi politeisti tentano in tutti i modi di ucciderlo, esacerbando ulteriormente la situazione. La situazione si fa ancora più rovente quando gli ebrei non accettano il messaggio, in quanto Maometto non è ritenuto un discendente di Davide. Quando gli abitanti della Mecca requisiscono tutte le proprietà dei discepoli del profeta, chiamati musulmani, la situazione precipita del tutto e cominciano i conflitti armati.

Maometto a cavallo

I musulmani razziano le carovane della Mecca, sia per trovare di che mangiare, che per vendicarsi delle angherie subite dai meccani. Le continue razzie degenerano in una serie di battaglie che si susseguono fra il 624 ed il 627, e che indeboliscono progressivamente la potenza meccana, fino a disgregarla del tutto in favore dell'islam. Gli ebrei si schierano apertamente con i pagani della Mecca, e cercano più volte di catturare Maometto, ma vengono anch'essi sconfitti ed uccisi, mentre le donne ed i bambini vengono venduti come schiavi dai suoi seguaci. Nel 630, Maometto stesso marcia sulla Mecca e la conquista, per poi ritirarsi a Medina; mentre i suoi seguaci continuanoo ad espandersi verso nord, cercando di conquistare altri villaggi. Maometto muore due anni dopo, lasciando nove vedove ed una sola figlia viva.

Maometto sul letto di morte

Subito il profeta diviene la figura più amata ed apprezzata del mondo islamico, tanto da divenirne il principale rappresentante.

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