04 ottobre, 2015

Il "falso storico" della cintura di castità

La cintura di castità era costituita da una serie di fasce metalliche bloccate da lucchetti; la funzione principale era quella di ricoprire i genitali femminili. Si racconta che le prime cinture fecero la loro comparsa ai tempi delle Crociate, quando i cavalieri in partenza per il "santo pellegrinaggio", per assicurarsi la fedeltà coniugale delle proprie mogli durante la loro assenza, pretendessero dalle donne l'utilizzo della cintura.
cintura di castità custodita nel "Sex machines museum" di
Praga. È un falso storico.
In realtà, alla base di studi effettuati recentemente, sembrerebbe che le cose non siano affatto andate così e che quella dei cavalieri e della fedeltà coniugale sia soltanto una leggenda. A dimostrazione di ciò, ci sono alcune considerazioni da fare: prima di tutto, la cintura, nonostante avesse delle aperture per l'espletazione dei normali bisogni fisiologici, con la sua conformazione e struttura sarebbe comunque stata causa di infezioni e ferite per la persona che l' avesse indossata; si sarebbe potuti arrivare fino alla morte. Un'altra osservazione che esclude la comparsa delle cinture in questo periodo, è riconducibile al fatto che molti cavalieri, prima della partenza, preferivano accoppiarsi con le proprie mogli, con la speranza di trovare un bambino nel momento in cui fossero tornati. L'utilizzo di una cintura evidentemente avrebbe complicato, se non impedito, il parto, provocando anche la morte della donna. Inoltre, infine, bisogna sottolineare l'evidenza più semplice e inequivocabile, ovvero che qualunque serratura, nel Medioevo, poteva essere aperta da un fabbro in pochissimo tempo.
disegno raffigurante una cintura di castità
dal "Bellifortis" di Kyeser, XV secolo

Al di là di queste ovvie incongruenze, a determinare che le cinture di castità medievali siano soltanto una leggenda, vi è il fatto che non ne esistono esemplari effettivamente databili a quest'epoca. Infatti, tutte quelle rintracciabili non sono altro che imitazioni basate sulla leggenda, anche perché se è vero che il concetto di castità sessuale era diffuso da tempo immemore, è altrettanto vero che non si hanno prove che il suddetto concetto fosse inteso, in questo periodo, dal punto di vista dell'astinenza sessuale piuttosto che come purezza teologica.

Le prime testimonianze della presenza di una cintura di castità risalirebbero ad un manoscritto del 1405, ovvero il "Bellifortis" di Kyeser, il quale si occupava di tecnologia militare del tempo. In questo volume, la cintura è descritta come un'armatura che veniva indossata dalle donne di Firenze su ordine di mariti particolarmente gelosi. È palese però che l'autore ne parli in maniera assolutamente ironica e che, molto probabilmente, il disegno fu realizzato sulla base di racconti e dicerie piuttosto che ricopiando un oggetto autentico. L'unica certezze è che non risulta nulla del genere nella Firenze dell'epoca.
Cintura di castità, incisione del '600
Una cintura di castità originale era stata attribuita addirittura a Caterina de' Medici, regina di Francia; era custodita nel museo d'arte di Parigi ma, purtroppo, anch'essa si è rivelata essere un falso e che in realtà, risaliva al XIX secolo, periodo al quale risalgono praticamente tutti gli esemplari di cintura arrivati fino a noi.

Concludendo, possiamo affermare che collocare l'invenzione della cintura di castità nell'epoca medievale è stato un errore che si è protratto per molto tempo; in altre parole, un altro mito (evidentemente sfatato) utilizzato per screditare ulteriormente questo periodo storico.




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