20 maggio, 2017

I Visconti

E' una delle più importanti dinastie vassalle del Sacro Romano Impero, ha letteralmente scritto la storia di Milano per quasi due secoli. Il suo simbolo si ritrova ancora oggi come stemma delle grandi aziende meneghine. Oggi, Historie Medievali, racconterà le vicende della famiglia dei Visconti.

Stemma dei Visconti: biscione azzurro ingoiante un putto.

Nell'alto medioevo il paese di Massino, sul lago Maggiore, era governato da dei vassalli del vescovo locale, che per questa ragione erano definiti con l'appellativo latino "vice comitis", ossia vice conti. I documenti su questa famiglia risalgono fino all'863 dopo Cristo. Questa carica imperiale, che venne loro conferita dall'arcivescovo Landolfo intorno all'anno 1073, diverrà ereditaria fino al punto da divenire il nome della famiglia stessa abbreviandosi in Visconti. La famiglia era responsabile anche di altri territori in loco, e si fregiarono del simbolo di una vipera che ingoia un fanciullo, richiamante la figura mitologica del basilisco. Altri studi suggerirebbero che tale simbolo fosse già appartenente a Milano, e la famiglia lo adottò proprio per cementare il legame per la città; oppure che appartenesse ad una casata nemica sconfitta durante le Crociate.

Il 22 luglio 1262, Ottone Visconti viene nominato da Papa Urbano IV arcivescovo di Milano: da questo momento, le storie della famiglia e della città saranno indissolubilmente intrecciate. Dopo aver combattuto contro la famiglia Della Torre, che sconfisse a Desio nel 1277, Ottone fece eleggere suo nipote nel 1287 capitano del popolo della città. Appena un anno dopo, l'imperatore del Sacro Romano Impero, Rodolfo I, gli concede il vicariato su Milano. I Visconti sono appena diventati i signori della capitale meneghina.

Affresco del XIV secolo: Ottone entra a Desio dopo aver sconfitto i Della Torre, spianando così la strada verso la signoria di Milano
I guelfi ed il pontefice non accettarono il "doppio gioco" della famiglia dei Visconti: infatti mentre uno era arcivescovo, il nipote era dalla parte dell'imperatore. Quindi, nel 1302 la famiglia venne esiliata. Fu di nuovo un imperatore del Sacro Romano Impero, Enrico VII, a far rientrare la famiglia in città nel 1310; ma l'instabilità interna era tanta: una serie di membri della famiglia si succedettero negli anni al potere, fino all'ascesa di Gian Galeazzo Visconti a metà XIV secolo.
Gian Galeazzo affidò ai letterati la scrittura dell'origine mitologica della famiglia (che l'avrebbero fatta addirittura risalire ai troiani), oltre ad espandere il territorio di Milano fino a porzioni importanti degli odierni Veneto, Emilia e Toscana. Viene eletto duca, ed il ducato di Milano diviene uno degli stati italiani più estesi insieme al Regno di Napoli e quello di Sicilia.

Massima espansione del ducato di Milano, raggiunta sotto Gian Galeazzo Visconti
Il grande stato appena nato, però, aveva un problema: era stato messo insieme attraverso atti sanguinosi e violenti. Infatti, quando Gian Galeazzo muore, il ducato di Milano perde gran parte dei territori, lasciando ai suoi figli una situazione politica interna piuttosto critica.

Ritratto di Gian Galeazzo Visconti

Con la morte di Giovanni Maria e Filippo Maria Visconti, la linea di successione passa alla figlia di Gian Galeazzo, Bianca Maria. Bianca Maria sposerà il membro di un'altra importante famiglia meneghina, famiglia che segnerà il destino di Milano nei successivi due secoli: Francesco Sforza.
Con il matrimonio fra i due, gli Sforza entrano prepotentemente nella gestione politica di Milano. Sotto gli Sforza ci sarà una grande fioritura culturale, artistica ed umanistica, che renderà la città una delle protagoniste indiscusse del Rinascimento italiano.

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