21 luglio, 2017

Il maniscalco

Nel Medioevo, dopo l’anno mille, l’uomo riuscì a ridurre il consumo degli zoccoli dei cavalli mediante la ferratura chiodata, arrivando in tal modo a sfruttare al meglio e più a lungo, i suddetti animali.
Deputati alla ferratura dei cavalli erano i maniscalchi: artigiani che provvedevano, talvolta, alla tosatura del pelo, alla cura della criniera e alla strigliata dell’animale. Ogni maniscalco aveva la propria bottega in periferia, solitamente accanto ad uno spiazzo dove, i clienti, potevano parcheggiare traini, calessi e carrozze.
Alcuni artigiani stabilivano la propria sede di lavoro nelle vicinanze di una locanda o di una stalla a uso pubblico, per avere maggiori commesse di lavoro. Altri, accanto alla bottega, avevano una propria stalla, in cui tenevano i cavalli da ferrare.

Maniscalco intento nella realizzazione di un ferro di cavallo
I cavalli dediti al trasporto delle merci, che si muovevano su strade lastricate o brecciate, almeno una volta al mese, venivano sottoposti all'attenzione del maniscalco che provvedeva al cambio dei ferri, ormai logori.
I cavalli utilizzati per il lavoro dei campi o che si muovevano sul terreno, potevano essere riferrati dopo alcuni mesi.
Oltre a recarsi nella bottega del maniscalco, talvolta, il cliente, possessore magari di un appezzamento di terra in cui usava cavalli per l'aratura dei campi, conduceva l'artigiano ed il suo garzone direttamente nella sua proprietà, affinché provvedessero al controllo e alla ferratura degli zoccoli dei cavalli.
Il maniscalco aveva numerose serie di ferri di varie dimensioni, adatti per ferrare cavalli, muli e asini, che un bravo fabbro allestiva nella propria officina a seguito di una commissione.

Maniscalco in una miniatura medievale
 Il mattino, dopo essersi messo il gran grembiule di cuoio, l’addetto alla ferratura dei cavalli, coadiuvato da uno o più garzoni, avviava la combustione del carbone fossile nella fucina, in cui doveva forgiare i ferri per poterli, poi, modellare sull’incudine in base alla grandezza degli zoccoli dei cavalli.
Ogni zoccolo era osservato con perizia dal maniscalco, accorciato con particolari coltelli e pareggiato con raspe, prima che tenesse conto di fissarlo con chiodi a testa quadrata che infilava attraverso i fori prodotti nel ferro dal fabbro.

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