La mappa che condusse Colombo nelle Americhe
Come tutti sappiamo, il 12 settembre del 1492 l’equipaggio guidato da Cristoforo Colombo raggiunge l’isola di San Salvador: è in questa data che, per convenzione, termina il medioevo e inizia così una delle rivoluzioni più importanti della storia dell’umanità. Il modo di concepire il mondo e i suoi confini muta radicalmente: ma com’era questo stesso mondo prima della data fatidica della scoperta dell’America? È grazie al lavoro di un cartografo del XV secolo che oggi possiamo rispondere a questa domanda.
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Cristoforo Colombo sbarca a San Salvador |
Il suo nome è Heinrich Hammer ma in Italia, dove trascorre buona parte della sua vita di studi e ricerche, è conosciuto come Enrico Martello. Suo è il merito di aver lasciato l’unica testimonianza cartografica di come il globo appariva agli occhi dei contemporanei di Cristoforo Colombo prima che questi intraprendesse il suo viaggio epocale: una mappa dipinta a tempera di circa due metri di larghezza che mostra chiaramente l’Africa e l’Asia e che contiene indizi importantissimi circa la geografia dell’epoca, sempre più lontana dalle interpretazioni straboniane e tolemaiche.
Il documento, giunto all’Università di Yale tramite una donazione anonima e oggi conservato presso la Beinecke Rare Book & Manuscript Library, risale al 1491. Per molto tempo il pessimo stato di conservazione ha reso illeggibile gran parte del cartiglio, ma da anni i ricercatori sono a lavoro per riportare alla luce questo affascinante reperto storico. Oggi, grazie anche alla collaborazione del Lazarus Project, dalla mappa sono emersi dettagli fino a ora ignorati, come le numerose descrizioni in latino delle regioni rappresentate sul globo.
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Mappa del mondo di Enrico Martello, conservata alla Yale University |
Si tratta della prima mappa della storia con l’indicazione dei gradi di longitudine e con la rappresentazione dell’equatore e dei tropici: molto probabilmente Martello, nel disegnarla, rielaborò il modello tolemaico integrandolo con le informazioni ricavate dai diari di viaggio degli esploratori portoghesi, avvicinandosi di molto a quello che è - oggi lo sappiamo con certezza - il vero volto del mondo. Tuttavia la mappa presenta anche numerosi errori, alcuni dei quali la mettono in strettissima relazione con il nome di Cristoforo Colombo.
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L'iscrizione nell'angolo sinistro della mappa del 1491 |
Molti storici ritengono infatti che la mappa di Martello sia servita al navigatore genovese nel preparare il suo viaggio verso le Americhe. Un dettaglio in particolare ha rafforzato questa ipotesi: sulla carta il Giappone è rappresentato a mille miglia dalle coste dell’Asia, molto più lontano dalla sua reale posizione e decisamente molto più esteso. Questa indicazione fu fuorviante per lo stesso Colombo che, come racconta anche il figlio Ferdinando, giunto alle Bahamas, fu convinto di essere arrivato invece in Asia: la mappa di Martello era l’unica all'epoca che riportava questa caratteristica erronea.
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