Historie Medievali feudal Japan: il seppuku

In un articolo passato abbiamo parlato del codice dei samurai, il bushido. Abbiamo detto all'epoca che quando questi guerrieri venivano meno ai principi di base di questo codice, il samurai praticava un suicidio rituale chiamato seppuku (切腹), che poteva essere obbligatorio o volontario. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Il generale Akashi commette seppuku

Il seppuku era il modo in cui il samurai evitava la pena capitale, manifestava cordoglio per la morte del proprio signore oppure protestava per un'ingiustizia subita. Letteralmente significa "taglia ventre"; mentre il suo sinonimo è harakiri (腹切り, che tradotto significa "ventre taglio". Perché uccidersi tagliandosi il ventre? La ragione risiede nel fatto che il ventre veniva considerato la sede dell'anima e pertanto il significato simbolico sotteso al rituale era quello di mostrare agli astanti la propria essenza, priva di colpe e in tutta la sua purezza. Il primo atto di seppuku di cui si abbia traccia fu compiuto da Minamoto no Yorimasa durante la battaglia di Uji nel 1180. Alcune volte praticato volontariamente per svariati motivi, durante il periodo Edo (1603-1867) divenne una condanna a morte che non comportava disonore: il condannato, infatti, vista la sua posizione nella casta militare, non veniva giustiziato ma invitato o costretto a togliersi da solo la vita praticandosi con un pugnale (tantō) una ferita profonda all'addome, di una gravità tale da provocarne la morte. In caso di assenza del pugnale, veniva usata una lama più lunga, e quindi meno pratica, detta wakizashi.

Un tantō pronto per il rituale del seppuku

Il taglio doveva essere eseguito da sinistra verso destra e poi verso l'alto mentre ci si trovava nella classica posizione giapponese detta seiza, cioè in ginocchio con le punte dei piedi rivolte all'indietro; ciò aveva anche la funzione di impedire che il corpo cadesse all'indietro poiché, secondo il codice morale allora seguito, il guerriero deve morire cadendo onorevolmente in avanti.
Per preservare ancora di più l'onore del samurai, un fidato compagno, chiamato kaishakunin, previa promessa all'amico, decapitava il samurai appena egli si era inferto la ferita all'addome in modo che il dolore non gli sfigurasse il volto. La decapitazione (kaishaku) richiedeva eccezionale abilità e infatti il kaishakunin era l'amico più abile nel maneggio della spada: un errore derivante da poca abilità o emozione avrebbe infatti causato notevoli ulteriori sofferenze. L'importanza e l'abilità erano vitali.

Una scena di seppuku

Un viaggiatore, Algernon Bertram Mitford, nel suo "Tales of Japan" ha ben descritto la cerimonia nei minimi particolari. Nel congedarvi da voi, vi riportiamo il passo del suo libro.

"La scena si è svolta in un giardino recintato.
I samurai che si stavano per immolare erano vestiti di bianco, come pellegrini o defunti, e accompagnati dal "kaishakunin".
Di solito quest'ultimo era un amico o un servitore molto fidato, anche se poteva essere nominato dalle autorità quando il seppuku era applicato come pena di morte.
Un ufficiale ha letto la sentenza e poi all'imputato è stato permesso parlare.
Poi l'imputato si sedette e un assistente gli offrì l'arma: il wakizashi.
Dopo aver scritto una poesia di addio, aprì il vestito, prese il wakizashi e iniziò il suo macabro atto che Freeman-Mitford raccontò letteralmente così:
"E poi, accoltellandosi in profondità sotto la pancia sul lato sinistro, ha lentamente spostato il pugnale sul lato destro e, prendendolo, ha fatto un leggero taglio verso l'alto, cercando in tutti i modi di mantenere un'espressione facciale indifferente"
A quel punto il "kaishakunin" è andato dietro al samurai, di fronte al sole per non coprirlo con la sua ombra, decapitandolo in un colpo solo. Poi ha asciugato la sua arma e si è inchinato di fronte al samurai.
Durante la cerimonia del seppuku, al prigioniero era stato concesso scegliere se accoltellarsi o meno, gli era stato offerto un simbolico pugnale di legno, ma lui non ha accettato.
Dopo il rituale, la testa è stata mostrata agli ufficiali e dopo averla pulita l'hanno inviata alla famiglia per la sepoltura.
"

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