Ela Fitzpayne: la Cersei Lannister della realtà

Nel turbolento crogiolo della Londra medievale, dove il potere si intrecciava con l'intrigo e la reputazione poteva essere rafforzata o frantumata in un batter d'occhio, emerse una figura che avrebbe potuto facilmente rivaleggiare con la più spietata delle regine di Westeros: Ela Fitzpayne. Se Cersei Lannister incarna l'ambizione implacabile e la manipolazione astuta nel mondo fittizio, Ela ne fu la controparte sorprendentemente reale, tessendo una rete di influenza e scandalo che gettò lunghe ombre sui vicoli e i mercati della capitale inglese.

Illustrazione di una donna che conficca un paletto nella testa di un uomo

Ela Fitzpayne non era di nascita nobile come Cersei, ma la sua ascesa al centro dell'attenzione fu altrettanto drammatica. Il suo nome è indissolubilmente legato a quello di Adam Burdet, un mercante e finanziere di notevole successo. Tuttavia, il loro legame non era di amore o stabilità, bensì un turbine di accuse e contraccuse che scandalizzò la società londinese. Immaginate la scena: la corte di giustizia, solitamente sede di contese commerciali e dispute terriere, trasformata in un palcoscenico per un dramma matrimoniale degno di una saga. Adam accusò Ela di adulterio, un'accusa devastante per una donna in quell'epoca, che avrebbe potuto significare la rovina sociale e la perdita di ogni diritto. Ma Ela non era una donna che si arrendeva facilmente.

Con una ferocia che avrebbe fatto invidia a qualsiasi leonessa, Ela contrattaccò. Le sue accuse contro Adam erano altrettanto gravi, dipingendolo come un uomo violento e squilibrato, un tiranno domestico che abusava del suo potere. Le sue testimonianze, presentate con una determinazione incrollabile, sfidarono le aspettative di una società patriarcale che spesso relegava le donne al silenzio. Non si limitò a difendersi; attaccò, trasformando l'accusa contro di lei in un'opportunità per rovesciare il tavolo e mettere in discussione la reputazione del marito. Questa audacia, questa capacità di manipolare le circostanze a proprio vantaggio, richiama alla mente la fredda astuzia di Cersei, che vede ogni sfida come un'occasione per rafforzare la propria posizione.

La cattedrale di Salisbury, dove Ela effettuava la camminata della vergogna


Ma la storia di Ela non si esaurisce con questo singolo scontro. Le sue vicende legali e personali continuarono a far discutere, dimostrando una resilienza e una determinazione che pochi potevano eguagliare. E fu proprio in questo contesto che emerse il capitolo più oscuro e rivelatore della sua saga: l'omicidio del sacerdote John Forde. Forde era stato non solo il suo amante, ma anche la fonte delle accuse di adulterio mosse dall'Arcivescovo di Canterbury contro Ela. Queste accuse avevano portato a una pubblica umiliazione per Ela, costretta a una penitenza degradante, ovvero la cosiddetta "camminata della vergogna" (proprio come Cersei Lannister) che nessuna donna di quel calibro avrebbe dimenticato. La vendetta, per Ela, era un piatto da servire freddo, e lo fu con una teatralità quasi macabra. Nel 1337, in pieno giorno, in una affollata strada di Londra, John Forde fu brutalmente assassinato. 
La gola gli fu tagliata con un pugnale, e il corpo fu pugnalato al ventre da uomini che, come rivelarono le indagini, erano strettamente legati a Ela: suo fratello e due dei suoi recenti servitori. Questo atto non fu un semplice sfogo di rabbia, ma un messaggio chiaro, un'esecuzione pubblica orchestrata con precisione per affermare il potere di Ela e vendicare l'onta subita. La presenza del fratello tra gli assassini e il fatto che fosse un ex amante a subire tale sorte, aggiunge uno strato di complessità e vendetta personale che ricorda le trame più sanguinose della corte di Approdo del Re. L'omicidio di Forde non fu solo un crimine passionale, ma un atto politico, un monito alla Chiesa e alla nobiltà su chi avesse il vero controllo, un monito di forza che serviva a ristabilire il suo onore e a riaffermare la sua posizione.

Il rapporto del medico legale sull'omicidio di John Forde


Ela Fitzpayne, pur non avendo mai seduto su un trono di ferro, fu una regina a modo suo, dominando la sua piccola ma significativa fetta di mondo con una volontà indomabile. La sua storia, arricchita dalla drammaticità dell'omicidio di John Forde, ci ricorda che il dramma umano, l'ambizione, la vendetta e l'intrigo non sono invenzioni moderne o appannaggio della narrativa fantasy, ma pulsano da sempre nel cuore della storia, anche nei vicoli più oscuri e polverosi della Londra medievale.

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