Great battles of Historie Medievali: l'assedio di Parigi (845)
Nel cuore del IX secolo, l'Europa era un continente in fermento, con i regni franchi che si dibattevano tra lotte interne e una minaccia crescente proveniente dal Nord: i Vichinghi (parte 1, parte 2 e parte 3). Fu in questo scenario di instabilità che, nella primavera dell'845, un evento avrebbe segnato profondamente la storia della città di Parigi, allora capitale del Regno dei Franchi Occidentali. L'aria era ancora fredda, ma le acque della Senna si stavano preparando a ospitare una visione terrificante: l'arrivo di un'imponente flotta di drakkar, le navi lunghe e snelle dei guerrieri del Nord.
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| I Vichinghi giungono a Parigi |
A guidare questa spedizione di saccheggio e conquista era Ragnar Lodbrok, figura leggendaria o forse un capo militare il cui nome incuteva già di terrore. Le cronache, forse esagerando, parlano di ben 120 navi, un numero che comunque rende l'idea della vastità e della determinazione di questa forza d'invasione. I Vichinghi, con la loro inarrestabile ferocia e la loro consolidata esperienza nelle incursioni fluviali, avevano individuato nei fiumi le autostrade per penetrare in profondità nei territori cristiani, e Parigi, con le sue ricchezze e la sua posizione strategica, era un bersaglio primario.
Mentre le navi vichinghe risalivano la Senna, la notizia si diffuse con la rapidità del vento, portando panico tra la popolazione. Le difese di Parigi, all'epoca concentrate principalmente sull'Île de la Cité, erano tutt'altro che imponenti. Carlo il Calvo, re dei Franchi Occidentali, si trovava in una posizione precaria, alle prese con continue rivolte nobiliari e una generale fragilità del suo regno. Le antiche mura romane dell'isola, sebbene rinforzate, non erano state progettate per resistere a un assalto di tale portata e non possedeva le risorse per erigerne di nuove. L'unica vera difesa naturale era costituita dal fiume stesso.
Il 29 marzo, domenica di Pasqua, l'esercito di Ragnar giunse alle porte di Parigi. I pochi difensori, male organizzati e numericamente inferiori, furono travolti dalla ferocia dei guerrieri del Nord. La città cadde rapidamente. I Vichinghi si riversarono nelle strade, saccheggiando chiese e monasteri, le principali fonti di ricchezza dell'epoca. Il terrore si diffuse tra i pochi abitanti che non erano riusciti a fuggire.
Mentre le navi vichinghe risalivano la Senna, la notizia si diffuse con la rapidità del vento, portando panico tra la popolazione. Le difese di Parigi, all'epoca concentrate principalmente sull'Île de la Cité, erano tutt'altro che imponenti. Carlo il Calvo, re dei Franchi Occidentali, si trovava in una posizione precaria, alle prese con continue rivolte nobiliari e una generale fragilità del suo regno. Le antiche mura romane dell'isola, sebbene rinforzate, non erano state progettate per resistere a un assalto di tale portata e non possedeva le risorse per erigerne di nuove. L'unica vera difesa naturale era costituita dal fiume stesso.
Il 29 marzo, domenica di Pasqua, l'esercito di Ragnar giunse alle porte di Parigi. I pochi difensori, male organizzati e numericamente inferiori, furono travolti dalla ferocia dei guerrieri del Nord. La città cadde rapidamente. I Vichinghi si riversarono nelle strade, saccheggiando chiese e monasteri, le principali fonti di ricchezza dell'epoca. Il terrore si diffuse tra i pochi abitanti che non erano riusciti a fuggire.
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| Riproduzione dell'assedio di Parigi (1884) |
Carlo il Calvo, impotente di fronte a un esercito così vasto e ben organizzato, si trovò al cospetto di una scelta drammatica. Non potendo radunare forze sufficienti per un confronto militare diretto, decise di ricorrere a una soluzione umiliante ma, a suo avviso, necessaria per salvare la città da una distruzione completa: il pagamento di un riscatto. Vennero versate 7.000 libbre d'argento, una somma astronomica per l'epoca, conosciuta come "danegeld", il tributo danese.
Dopo aver ricevuto il loro cospicuo compenso, i Vichinghi di Ragnar si ritirarono da Parigi, lasciando dietro di sé una scia di distruzione, terrore e una profonda amarezza. Sebbene la città fosse stata risparmiata dal totale annientamento, l'eco di questo assedio risuonò a lungo nell'Europa del IX secolo. L'episodio del danegeld, lungi dall'essere una soluzione definitiva, si rivelò un precedente pericoloso che avrebbe incoraggiato altre incursioni vichinghe negli anni a venire. Ma al contempo, questo trauma forgiò una nuova identità e una maggiore resilienza nel regno franco occidentale, spingendo verso la necessità di difese più robuste e una maggiore unità di fronte a un nemico implacabile. L'assedio dell'845 fu un monito, un sinistro presagio di un'era in cui i draghi del Nord avrebbero continuato a dettare legge sulle acque e sulle terre d'Europa.
Dopo aver ricevuto il loro cospicuo compenso, i Vichinghi di Ragnar si ritirarono da Parigi, lasciando dietro di sé una scia di distruzione, terrore e una profonda amarezza. Sebbene la città fosse stata risparmiata dal totale annientamento, l'eco di questo assedio risuonò a lungo nell'Europa del IX secolo. L'episodio del danegeld, lungi dall'essere una soluzione definitiva, si rivelò un precedente pericoloso che avrebbe incoraggiato altre incursioni vichinghe negli anni a venire. Ma al contempo, questo trauma forgiò una nuova identità e una maggiore resilienza nel regno franco occidentale, spingendo verso la necessità di difese più robuste e una maggiore unità di fronte a un nemico implacabile. L'assedio dell'845 fu un monito, un sinistro presagio di un'era in cui i draghi del Nord avrebbero continuato a dettare legge sulle acque e sulle terre d'Europa.


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