Le vette dell'arte medievale: l'Abbazia di San Vincenzo al Volturno
Nell'alta valle del fiume Volturno, in Molise, esiste un'importante testimonianza di epoca longobarda che vale la pena di visitare: stiamo parlando dell'abbazia di San Vincenzo al Volturno.
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| Abbazia di San Vincenzo al Volturno |
Le testimonianze di questo luogo le abbiamo grazie al Chronicon Volturnense redatta dal monaco Giovanni: sappiamo così tre monaci beneventani, nell'VIII secolo, fondarono un'abbazia presso il fiume Volturno, e che fin dai primi tempi il luogo monastico si trovò al confine tra i territori franchi e quelli beneventani. Abati franchi e longobardi si alternarono nel corso della storia dell'abbazia fino all'848, quando i saraceni saccheggiarono e bruciarono il complesso. Fra il X e l'XI secolo l'abbazia venne ricostruita. L'abbazia fu pesantemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale e in parte ricostruita.
Oggi il complesso si presenta in stile romanico, con inserti di elementi gotici; con un complesso a tre navate, una centrale e due laterali. La chiesa sorge al centro di un recinto fortificato di cui sono visibili alcuni resti, insieme a quelli pertinenti ad una torre di difesa a sud-est. All'opposto estremo di questo lato sono visibili resti di una torre di controllo a nord-ovest e un muro di recinzione. Recenti scavi archeologici hanno portato alla luce i resti di un porticato antistante l'ingresso.
Gli scavi archeologici hanno portato alla luce molti resti interessanti:
- il corridoio di ingresso alla chiesa, pavimentato in laterizi; a sinistra si apre una porta che dà accesso alla corte a giardino, mentre a destra si aprono una serie di varchi che immettono in ambienti ricavati dalla navata della chiesa sud.
- La chiesa di San Vincenzo Maggiore, originariamente dedicata alla Vergine, costruita nella metà dell'VIII secolo, sostituendone una più antica. La navata, coperta da capriate, è divisa in tre ambienti (lavori del IX secolo), quando venne creato un primo piano adibito a spazio di ricevimento. All'interno dell'area absidale sono visibili i resti di un altare in muratura, decorato ad affresco sulle quattro facce, con motivi a croci gemmate e dischi multicolori, e caratterizzato da nicchie destinate a ospitare le reliquie.
- La sala dei Profeti, di forma trapezoidale, ha i lati ovest, nord ed est dotati di bancali in muratura; il lato sud si apre direttamente su uno dei portici della grande corte centrale del monastero. La sala è chiamata così per la decorazione della parete ovest, che mostra una fila di personaggi reggenti nelle mani dei cartigli, tra cui sono stati riconosciuti i profeti Michea e Geremia.
- Il refettorio è un ampio vano rettangolare, diviso in due da una muratura centrale, in cui erano alloggiate le colonne che servivano a sostenere il tetto. Ha un ingresso monumentale con una soglia monolitica in marmo bianco di età romana, e con due grandi elementi in calcare riutilizzati provenienti da un sepolcro romano del II secolo a.C. Lungo le pareti e nella spina centrale sono sistemati dei bancali in muratura, che servivano per far accomodare i monaci durante la refezione.
- Il lavabo collettivo dei monaci è una struttura poligonale caratterizzata da un sistema di canalizzazione funzionale al rifornimento idrico. Pavimentato in laterizi, presenta al centro i resti di un pilastro quadrato che sosteneva la copertura. Le cucine furono costruite nel IX secolo, si articolano in due ambienti, la cucina vera ed un vano che doveva fungere da anticucina. Inizialmente i pavimenti in laterizi sono successivamente coperti da un battuto di terra; nella cucina sono visibili i resti di una botola usata per attingere all'acqua del fiume e la base rettangolare del piano di cottura, realizzata in laterizi e blocchi di tufo vulcanico.
Oltre a questi elementi sono emersi un loggiato e dei magazzini, una cripta e una cappella.
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| Affresco nella cripta di Epifanio |
Infine si hanno tracce di affreschi nella cripta di Epifanio, edificio a navata unica coperto in origine da capriate lignee, terminante con abside trilobata e sopraelevate, che conserva tracce di affreschi. Nel presbiterio resta parte di un altare, costituito da un rocchio di colonna di spoglio. La facciata è preceduta da un nartece, costruita nel IX secolo. All'interno abbiamo la sepoltura di un personaggio ignoto, le cui vicende sono ritratte nei frammenti di affresco della cripta stessa.
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| Esterni della cripta di Epifanio |



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