I mercati natalizi nel medioevo

Le origini dei moderni mercatini natalizi affondano nel tessuto socio-economico del tardo Medioevo europeo, in particolare nelle regioni di lingua tedesca e nell'area dell'ex Sacro Romano Impero, dove la stagione fredda imponeva una gestione oculata delle risorse. L'antenato diretto non fu una festa tematica, ma un'estensione o specializzazione dei mercati ordinari, noti inizialmente come "Mercati di Dicembre" o "Mercati di San Nicola".


La vitalità di un mercato medievale


La funzione originaria di queste fiere invernali era prettamente utilitaristica: offrire alla popolazione, prima che il rigore del clima e le difficoltà dei trasporti bloccassero il commercio, l'ultima opportunità dell'anno per approvvigionarsi di beni essenziali. Sulle prime bancarelle, infatti, dominavano la scena le provviste per l'inverno, come carni conservate, tessuti per l'abbigliamento pesante e attrezzi necessari per la sopravvivenza nei mesi più freddi. L'elemento festivo e la connessione con il Natale si svilupparono gradualmente. La prima attestazione storica di un "mercato di dicembre" risale al 1296 a Vienna, quando il duca Alberto I d'Asburgo concesse ai cittadini il privilegio di tenere un Krippenmarkt, letteralmente "mercato del presepe". Questo dimostra come l'aspetto religioso e devozionale, legato in parte alla preparazione del presepe e alla festa di San Nicola del 6 dicembre, già all'epoca si mescolasse alla necessità commerciale.
Con il tempo, e in particolare con la diffusione della tradizione in città come Monaco di Baviera (1310), Bautzen (1384), Francoforte (1393) e Dresda, sede dello storico Striezelmarkt (documentato dal 1434), l'offerta si arricchì. Accanto ai beni di prima necessità, fecero la loro comparsa prodotti artigianali di pregio o di piccola manifattura, come giocattoli, dolciumi stagionali e, soprattutto, gli oggetti legati al culto domestico e alla nascente usanza dello scambio di doni, che in molti luoghi era ancora associata al giorno di San Nicola.


Mercato medievale di Gand. Dipinto a olio del XIX secolo


Un momento di svolta nella loro evoluzione si verificò nel XVI secolo con la Riforma Protestante. Nei territori influenzati da Martin Lutero, che criticava il culto dei santi, si promosse lo spostamento della tradizione dello scambio dei doni e dell'attenzione devozionale dal 6 dicembre (San Nicola) al giorno di Natale. Questo cambio teologico e culturale portò alla ridenominazione dei mercati in Christkindlmarkt (Mercato del Bambino Gesù) o Weihnachtsmarkt (Mercato della Notte Santa/Avvento), cementando definitivamente il loro legame con la celebrazione della Natività e trasformando un mercato invernale di sopravvivenza in un vero e proprio mercato dell'Avvento, carico di significato spirituale e sociale. 
Questi luoghi divennero così un crocevia essenziale in cui il bisogno pratico incontrava la festa, creando un'atmosfera unica di comunità e anticipazione.

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