I regali di Natale nel medioevo
Domani è Natale e stasera si rinnova, nelle nostre case, il rito dello scambio dei regali. Per questo abbiamo deciso di parlarvi della tradizione di scambiarsi doni per questa ricorrenza durante il medioevo.
L'ispirazione teologica per l'usanza si trovava innanzitutto nel racconto biblico dei Re Magi, che portarono oro, incenso e mirra come omaggio al Bambino Gesù. Questo modello di offerta, unita al concetto cristiano di carità, elevava il dono a un atto di devozione e spiritualità. Non a caso, uno dei doni per eccellenza, specie per i ceti più abbienti, diveniva l'offerta ai poveri, un modo per esercitare la virtù e guadagnarsi un posto in Paradiso, trasformando il gesto in un'azione di bene disinteressata.
Parallelamente, lo scambio di doni si inseriva in un contesto di festeggiamenti che, pur cristianizzati, conservavano echi di antiche celebrazioni invernali, come i Saturnali romani, durante i quali era già in uso il mutuo scambio di regali. In questo periodo, il Natale si sovrapponeva anche alla fine del ciclo agricolo e all'arrivo dell'inverno, momenti che richiedevano rituali di buon auspicio per l'anno a venire. Ne è un esempio la persistente usanza dei “primi regali” scambiati il 1° di gennaio, ritenuti un presagio della futura fortuna individuale nell'anno appena iniziato.
La consuetudine di scambiarsi doni durante il periodo natalizio affonda le sue radici ben prima dell'età moderna, trovando nel Medioevo un terreno fertile per sviluppare significati profondi, intrecciati tra la sfera religiosa e quella sociale. Lungi dall'essere la frenesia commerciale che conosciamo oggi, la pratica del dono medievale era un gesto carico di simbolismo e spesso orientato a celebrare la nascita di Cristo e a cementare i legami all'interno della comunità.
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| Un re regala una spada e una cotta di maglia (miniatura) |
L'ispirazione teologica per l'usanza si trovava innanzitutto nel racconto biblico dei Re Magi, che portarono oro, incenso e mirra come omaggio al Bambino Gesù. Questo modello di offerta, unita al concetto cristiano di carità, elevava il dono a un atto di devozione e spiritualità. Non a caso, uno dei doni per eccellenza, specie per i ceti più abbienti, diveniva l'offerta ai poveri, un modo per esercitare la virtù e guadagnarsi un posto in Paradiso, trasformando il gesto in un'azione di bene disinteressata.
Parallelamente, lo scambio di doni si inseriva in un contesto di festeggiamenti che, pur cristianizzati, conservavano echi di antiche celebrazioni invernali, come i Saturnali romani, durante i quali era già in uso il mutuo scambio di regali. In questo periodo, il Natale si sovrapponeva anche alla fine del ciclo agricolo e all'arrivo dell'inverno, momenti che richiedevano rituali di buon auspicio per l'anno a venire. Ne è un esempio la persistente usanza dei “primi regali” scambiati il 1° di gennaio, ritenuti un presagio della futura fortuna individuale nell'anno appena iniziato.
Per quanto riguarda la tipologia dei doni, variava enormemente a seconda del ceto sociale. Nelle corti e tra l'alta nobiltà, il dono assumeva spesso una funzione politica e diplomatica, entrando nel cosiddetto "circuito del dono". Qui, oggetti di lusso e manifatture pregiate non solo celebravano le festività, ma servivano anche a ribadire alleanze, a rafforzare il prestigio del donatore o persino a placare l'ira. Un manufatto di alta fattura poteva circolare tra le élite, diffondendo il nome e l'influenza del primo offerente.
In contesti più semplici, i doni potevano essere meno sfarzosi ma non meno significativi.
Si trattava sovente di generi alimentari, data l'abbondanza di scorte tipica della fine della raccolta, o di oggetti pratici. Nei monasteri, ad esempio, era consuetudine che i monaci ricevessero un nuovo saio, un oggetto di prima necessità ma comunque simbolo di rinnovamento. Per i bambini, la consuetudine di ricevere un piccolo omaggio si affermò in particolare verso la fine del Medioevo, con l'intento di associare al giorno della nascita di Cristo un momento di gioia e di festa. In sintesi, il dono natalizio medievale era un complesso atto che onorava la fede, consolidava i rapporti sociali e, in ogni sua forma, contribuiva al clima festoso e gaudente che permeava il periodo natalizio.


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