Le vette dell'arte medievale: la cappella dell'Annunziata di Cori
A Cori, non lontano da Roma, nel cuore dei monti Lepini, c'è una piccola cappella che è un vero e proprio scrigno d'arte, oltre che essere una gioia per gli occhi. Stiamo parlando della cappella dell'Annunziata, autentico capolavoro di arte tardomedievale.
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| La bellezza commovente della cappella dell'Annunziata |
Nel 1411, il cardinale Pedro Fernandez de Friàs, costruisce questa cappella sulla strada che collega la cittadina di Cori con Roma e Velletri, non più raggiungibile tramite l'Appia a seguito del suo impaludamento. I lavori per la cappella, che avrebbe dovuto far parte di un più grande complesso ecclesiastico, procedettero per una ventina di anni.
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| La cappella dall'alto |
La cappella ha una lunghezza di 8 metri per una larghezza di 4, le murature sono realizzate in calcare e tufo e internamente si presenta a navata unica con volte a botte; l'ambiente è illuminato tramite due monofore. Il ciclo di affreschi, che ricopre interamente la cappella, è in stile tardo gotico e risente degli influssi di quelli della scuola romana dell'epoca: questi sono organizzati in scomparti separati tramite colonnine e hanno come tema episodi dell'Antico e Nuovo Testamento, santi e apostoli. In particolare, nell'affresco dell'Annunciazione si legge una frase voluta dal committente Pedro Fernàndez de Frìas: "De Spagna fuit qui me legerit dicat unu pater nr p aia mea" (Fu spagnolo. Chi mi leggerà dica un Padre Nostro per l'anima mia).
Sulla controfacciata è dipinto il Giudizio Universale realizzato da Pietro Coleberti, mentre le figure degli Apostoli sono attribuite a un collaboratore di Masolino da Panicale.


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