Historie Medievali Feudal Japan: la nascita del bushido

Il Bushidō (武士道), ovvero la via del guerriero, nasce tra il fumo delle battaglie e il silenzio meditativo dei boschi giapponesi. Tutto inizia con la nascita dei Samurai: all'inizio erano semplici mercenari o guardie del corpo dei nobili di Kyoto; in questo periodo non esisteva una filosofia elaborata, la "Via" era pragmatica, basata sull'abilità con l'arco e il cavallo (Kyuba no Michi). L'unica regola era l'efficacia nel combattimento e la sopravvivenza.

Calligrafia della parola Bushidō

Nel 1185, con l'ascesa del primo Shogunato, nel periodo Kamakura, il rapporto tra vassallo e signore diventa sacro. Il guerriero non combatte più solo per paga, ma per un debito di gratitudine e onore verso il suo Daimyō. È qui che il Buddismo Zen entra in gioco: insegna ai samurai a non temere la morte, vedendola come una foglia che cade dolcemente dall'albero. In questo periodo storico, la morte in battaglia diventa il culmine estetico di una vita ben vissuta.

Il daimyō Imagawa Yoshimoto


Il Bushidō come lo conosciamo oggi si è perfezionato quando le guerre sono finite. Durante il lungo periodo di pace dei Tokugawa (1603-1868), i samurai, non avendo più nemici da combattere, divennero amministratori e poeti.
Per evitare che la casta si rammollisse, vennero scritti testi fondamentali come l'Hagakure ("All'ombra delle foglie"). In questa fase, il Confucianesimo aggiunse la struttura morale: la lealtà assoluta, la rettitudine e il dovere verso la società divennero pilastri centrali.


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