Bluetooth

Cosa c'entrerà mai il nome di uno standard di trasmissione di dati informatici con un articolo a tema medievale? La risposta è molto semplice: l'azienda svedese Ericsson, quando creò questo sistema, volle riferirsi alla particolare abilità diplomatica di un re danese che unì gli scandinavi introducendo nella regione il Cristianesimo. Gli inventori della tecnologia devono aver ritenuto che fosse un nome adatto per un protocollo capace di mettere in comunicazione dispositivi diversi (così come il re, a suo tempo, unì i popoli della penisola scandinava con la religione). Chi è stato questo re tanto capace? Si tratta di Harald Blåtand, che in danese significa, per l'appunto, "dente blu", traduzione italiana del nome del sistema bluetooth.

La pietra runica di Jelling, commissionata da Harald per i propri genitori

Uomo scuro in un paese di gente dalla carnagione chiara, il soprannome di re Harald era probabilmente dovuto ad un dente marcio o al fatto che fosse goloso di mirtilli; mentre una spiegazione più plausibile è quella che se li colorasse così prima delle battaglie, al pari dei suoi soldati. Un'altra ipotesi è quella secondo cui Aroldo aveva un dente più grande e più scuro degli altri, così visibile da creare il suo soprannome (in tedesco Blauzahn).
Nato attorno al 911 d.C., venne educato dalla madre Thyra, che era vicina alla morale cristiana. Nel momento in cui divenne re nel 935, si applicò con entusiasmo alla ricostruzione delle chiese cristiane che suo padre aveva in precedenza saccheggiato e distrutto.
Harald capì ben presto la necessità di unificare il suo regno dal punto di vista religioso, così da costituire delle fondamenta su cui costruire l'unità politica (sempre in termini lontani dalle nostre concezioni attuali) della Danimarca, nonché per far fronte alle continue minacce provenienti dai vari regni germanici. La conversione alla fede cristiana durò 25 anni, e nel 960 la Danimarca si presentava al mondo come un paese cristiano, anche se il battesimo della popolazione fu compiuto soltanto in tutto il decennio successivo. Come già detto, questo atto di fede si deve leggere anche in chiave politica: la conversione personale del re fu curata dall'arcidiocesi di Amburgo-Brema; questo consolidò ancor più, sul piano internazionale, l'affermazione di una nazione danese libera dall'ingerenza germanica.

Aroldo I riceve il battesimo


Il re neocristiano fece dunque potenziare la catena di fortezze al confine con i territori germanici, per poi dedicarsi alla conquista della Scandinavia, arrivando a una notevole espansione fra domini e stati vassalli.

Massima espansione delle conquiste di Harald fra regno vero e proprio (rosso) e stati vassalli (bianchi)

Sconfitto, nel 986 circa, dal suo stesso figlio Sven "Barbaforcuta" (Sven Tveskägg), il quale da anni congiurava contro di lui, Harald riuscì a fuggire in Pomerania, dove morì poco dopo, nel 987.
La sua politica aggressiva fu portata avanti dal figlio e dal nipote, Canuto il Grande, unico re a capo del Grande impero del Mar del Nord, comprendente le odierne Inghilterra, Danimarca, Norvegia e parte della Svezia.
Una delle eredità più importanti lasciateci da questo monarca è una grande pietra runica fatta erigere a memoria dei propri genitori, rimasta intatta fino ai giorni nostri, e che è divenuta una delle più importanti reliquie cristiane dello Jutland del Nord. Il megalite contiene le seguenti parole, scritte in caratteri runici:

"Harald il re fece costruire questi monumenti a Gorm suo padre e Thyre sua madre, Harald che vinse tutta la Danimarca e la Norvegia e convertì i Danesi al Cristianesimo."

Queste parole segnano la prima occasione in cui nella storia viene citata la Danimarca quale entità politica.
Ma come mai il simbolo scelto dalla Eriksonn è proprio quello? Le rune che formano il simbolo del bluetooth sono le iniziali di Harald Blåtand, precisamente la "H" e la "B" che, sovrapposte, danno il caratteristico simbolo che siamo abituati a vedere sui nostri dispositivi elettronici.



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