Le vette dell'arte medievale: il battistero di San Giovanni

Firenze è stracolma di capolavori. Uno dei più belli è senza dubbio il battistero di San Giovanni di fronte alla cattedrale di Santa Maria del Fiore, nel cuore della città d'arte.

Il battistero di San Giovanni con la porta del Paradiso

Decantato da Dante nella sua Divina Commedia, è dedicato al patrono della città. Inizialmente, ai tempi della sua costruzione, era ubicato fuori le mura; in seguito è diventato un elemento baricentrico della città. Luogo di battezzo di fedeli e di investitura di cavalieri, venne consacrato al culto da Papa Niccolò II nel 1059, per poi diventare ufficialmente battistero quasi un secolo dopo. Nel 1209 venne realizzato il pavimento di tarsie marmoree e fra il 1280 ed il 1300 venne aggiunto il meraviglioso mosaico che adorna la cupola. Nel XIV secolo, vennero aggiunte le tre porte bronzee, e si terminerà nel secolo successivo con il grande capolavoro di Lorenzo Ghiberti: la porta del paradiso.
Il battistero ha una pianta ottagonale, con un diametro di 25,60 m, quasi la metà di quello della cupola del Duomo. La tipologia dei Battisteri di pianta a forma ottagonale è molto diffusa. La pianta centrale deriva dall'architettura antica greca e romana, ma nell'architettura cristiana assunse un significato simbolico correlato al numero otto dei lati. Il riferimento sarebbe "all'ottavo giorno" , il primo oltre i sette della creazione. L'ornamento esterno, in marmo bianco di Carrara e verde di Prato, è scandito da tre fasce orizzontali, ornate da riquadri geometrici, quella mediana occupata da tre archi per lato, nei quali sono inserite superiormente finestre con timpani. Ai pilastri in marmo verde del registro inferiore corrispondono colonne poligonali in strisce bianche e nere in quello superiore, reggenti gli archi a tutto sesto.

Porta sud di Giovanni Pisano

Meravigliosi sono i portali, con formelle raffiguranti scene della Bibbia e che accennano in parte già allo stile rinascimentale, che sarà pienamente raggiunto con la porta del Paradiso.

La porta del Paradiso di Ghiberti

L'interno è a pianta ottagonale, con un diametro di 25,6 metri. La decorazione interna è ispirata agli edifici romani, come il Pantheon, con un ampio uso di specchiature marmoree policrome. È suddivisa, come all'esterno, in tre fasce orizzontali, la più alta però coperta dalla cupola, mentre la fascia mediana è occupata dai matronei. Inferiormente le pareti sono suddivise verticalmente in tre zone, per mezzo di lesene e di colonne monolitiche in granito e in marmo cipollino di spoglio (come gran parte dei marmi del rivestimento), con capitelli dorati che reggono l'architrave. Le pareti, tripartite da colonne e raccordate agli angoli da doppi pilastri scanalati in marmo, presentano un rivestimento marmoreo a due colori alternati in fasce e altre forme, bianco di Carrara e verde di Prato. Sopra le bifore si trovano tarsie geometriche, databili a prima del 1113, a giudicare dall'iscrizione sul sarcofago del vescovo Ranieri.

Interno del battistero 

Nella volta dell'abside sono presenti i mosaici più antichi: vennero realizzati a partire dal 1225 dal frate francescano Jacopo. Al centro, entro una struttura a ruota decorata con elementi vegetali, è raffigurato l'Agnus Dei circondato dalla Madonna e da Apostoli e Profeti; ai due lati, San Giovanni Battista in trono (a sinistra) e la Madonna col Bambino in trono (a destra).

Altare maggiore del battistero

Il rivestimento a mosaico della cupola fu impresa difficile e dispendiosa; i lavori iniziarono forse intorno al 1270 e si conclusero agli inizi del secolo successivo. Presenta otto spicchi ed è rivestita da mosaico su fondo dorato. Su una fascia superiore sono raffigurate le Gerarchie angeliche; su tre degli spicchi è raffigurato il Giudizio universale, dominato dalla grande figura del Cristo giudice: sotto i suoi piedi avviene la resurrezione dei morti, alla sua destra i giusti sono accolti in cielo dai patriarchi biblici, mentre alla sua sinistra si trova l'inferno con i suoi diavoli. 
Gli altri cinque spicchi sono suddivisi in altri quattro registri orizzontali, dove sono raffigurate a partire dall'alto: Storie della Genesi, Storie di Giuseppe, Storie di Maria e di Cristo, e Storie di San Giovanni Battista. Furono impiegate, secondo alcuni, maestranze veneziane, coadiuvate sicuramente da importanti artisti locali che fornirono i cartoni, come Coppo di Marcovaldo, autore dell'Inferno, Meliore per alcune parti del Paradiso, il Maestro della Maddalena e Cimabue, cui sono attribuite le prime Storie del Battista.

I commoventi mosaici del battistero

Questi ed altri incredibili capolavori fanno del battistero di Firenze una pietra miliare dell'arte medievale.

Commenti

Post popolari in questo blog

Le acconciature e i capelli nel Medioevo

La scrittura nel medioevo

Il Letto in epoca medievale