Le vette dell'arte medievale: Le Storie della Genesi di Wiligelmo

In passato abbiamo parlato del duomo di Modena (il link lo potete trovare qui). La sua commovente bellezza è magnificata da opere artistiche straordinarie, che ne decorano con maestria l'imponente architettura. Uno degli esempi più belli lo possiamo ammirare sulla facciata della cattedrale stessa, dove Wiligelmo, grande scultore dell'XI secolo, ci lascia quattro bassorilievi che descrivono al credente le Storie della Genesi.

Creazione dell'uomo e della donna e peccato originale

Le quattro lastre rappresentano una sequenza scenica contornata da una galleria di archetti a tutto sesto, sostenuta da mensole e colonnine. Sono scolpite su di esse quattro scene:

  • Creazione dell'uomo
  • Cacciata dal Paradiso terrestre
  • Sacrificio di Caino ed Abele, uccisione di Abele e rimprovero divino
  • Uccisione di Caino, arca del diluvio e uscita di Noè dall'arca
Tutto il complesso scultorico sulla facciata del Duomo è stato interpretato come una rappresentazione del testo dell'Ordo rapresentationis Ade o Le Jeu d'Adam, un dramma semi liturgico dove le storie della creazione sono intrecciate continuamente con l'annuncio della redenzione di Cristo.

Lo stile è caratterizzato da una forte resa dei volumi e una felice impaginazione narrativa, esaltata dalla distesa solennità dell'apertura e del finale dei bassorilievi estremi, alla quale fa fronte la drammaticità delle due lastre centrali. L'immediatezza della narrazione è una componente fondamentale, soprattutto considerando che il pubblico destinatario non era un'élite ecclesiastica o laica, ma il popolo dei fedeli, senza distinzioni di cultura.

Cacciata dal Paradiso terrestre

Le sculture, soprattutto quelle delle tavole della Genesi, sono molto curate nei dettagli, con alcuni elementi così poco stereotipati da sembrare studiati dal vero. I soggetti trasmettono una fortissima tensione che non si riesce ad osservare nei grandi scultori di quel periodo, e che pure subirono l'influenza di Wiligelmo.

Caino ed Abele

E' interessante osservare come le figure si stacchino dal fondo, esse trasmettono un senso dolente della realtà terrena; i loro volti e i loro gesti presentano una scarna immediatezza, i loro corpi possiedono una concretezza avvincente. Si deve subito andare al cuore della scena per riuscire a trasmettere in modo chiaro al viandante quello che vede, e così insegnargli le storie dell'Antico Testamento in modo efficace.

Questi sono null'altro che libri di pietra pensati per chi non sapeva leggere, ossia la stragrande maggioranza, se non quasi la totalità, della popolazione dell'epoca; il grande lavoro di Wiligelmo è stato rendere questa lettura avvincente come è in grado di fare un bravo storyteller o un moderno regista di successo.

Uccisione di Caino e Arca di Noè



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