Great battles of Historie Medievali: la battaglia di Morgarten
La battaglia di Morgarten, combattuta il 15 novembre 1315, rappresenta un momento di svolta fondamentale non solo per la storia della Svizzera, ma per l'intera evoluzione delle tattiche militari medievali in Europa. Questo scontro vide contrapposti i cavalieri asburgici, guidati dal duca Leopoldo I d'Austria, e i contadini dei cantoni forestali di Svitto, Uri e Unterwalden, i quali avevano stretto un patto di mutua assistenza per difendere le proprie autonomie locali dalle mire espansionistiche della casata d'Asburgo.
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| Illustrazione della battaglia di Morgarten |
Le tensioni che portarono al conflitto erano alimentate da una combinazione di dispute territoriali, diritti di pascolo e, soprattutto, dal rifiuto dei confederati di riconoscere l'autorità imperiale asburgica. Il casus belli immediato fu l'attacco sferrato dai Waldstätte contro l'abbazia di Einsiedeln, posta sotto la protezione di Leopoldo. In risposta a questo affronto e con l'intento di domare definitivamente i ribelli, il duca allestì una imponente spedizione militare composta da circa cinquemila uomini, tra cui il fior fiore della cavalleria pesante austriaca, convinto che la superiorità tecnica e sociale dei suoi ranghi avrebbe facilmente avuto ragione di una milizia contadina male armata.
La strategia dei confederati si basò interamente sulla profonda conoscenza del territorio e sull'effetto sorpresa. Consapevoli di non poter reggere uno scontro in campo aperto contro i cavalieri in armatura, i montanari scelsero come luogo dell'imboscata la stretta striscia di terra situata tra le pendici del monte Morgarten e le rive del lago di Aegeri. Quando la colonna asburgica, allungata e vulnerabile a causa del sentiero angusto, si trovò imbottigliata nel passaggio, i confederati scatenarono un attacco devastante.
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| Monumento alla battaglia di Morgarten |
L'assalto iniziò con il lancio di grossi massi e tronchi d'albero dai pendii sovrastanti, che seminarono il panico tra i cavalli e ruppero i ranghi della cavalleria. Subito dopo, i fanti svizzeri si scagliarono contro i nemici utilizzando l'alabarda, un'arma micidiale capace di sbalzare i cavalieri di sella e di penetrare le armature. La confusione divenne totale poiché i soldati di Leopoldo, impossibilitati a manovrare o a ritirarsi ordinatamente, finirono per calpestarsi a vicenda o furono sospinti nelle acque gelide del lago, dove molti annegarono a causa del peso dell'equipaggiamento.
La vittoria dei confederati fu schiacciante e la sconfitta di Leopoldo, che riuscì a fuggire a stento, risuonò in tutta la cristianità come un evento inaudito. Per la prima volta, un esercito di semplici contadini e cittadini aveva annientato l'élite cavalleresca dell'epoca, scardinando il mito dell'invincibilità della nobiltà feudale. Questo successo consolidò il Patto Eterno del 1291 e portò, nel dicembre dello stesso anno, al rinnovo dell'alleanza attraverso il Patto di Brunnen, segnando la nascita de facto della Confederazione Svizzera come entità politica capace di resistere alle grandi potenze europee.


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