Historie Medievali feudal Japan: il castello di Edo

Edo è l'antico nome di Tokyo, l'attuale capitale del Giappone. Della città medievale, costruita tutta in legno, è rimasto ben poco, ma fra quei pochi resti è assolutamente degno di nota il castello di Edo. Dei castelli giapponesi già abbiamo parlato in passato (qui un link ad un nostro articolo in merito), ma senza dubbio, quello che oggi è conosciuto come palazzo imperiale, è sicuramente uno dei più estesi ed imponenti. Vediamolo insieme.

Una delle torri del castello

Il castello venne costruito nel XV secolo ed attualmente, insieme al vasto parco che lo circonda, è il palazzo imperiale della nazione, residenza principale dell'Imperatore giapponese. Il primo edificio costruito su questo sito fu la residenza del guerriero Edo Shigetsugu alla fine del XII secolo. Le terre del clan Edo passarono sotto il controllo di Ōta Dōkan (1432-1486) che fece costruire un nuovo castello nel 1457. Passò in seguito nelle mani del clan Hōjō, poi a Ieyasu Tokugawa che vi fondò lo Shogunato Tokugawa. Il castello divenne allora residenza degli shōgun, quindi centro militare nel periodo Edo della storia giapponese. Iniziati nel 1593, i lavori si conclusero sotto il terzo shôgun, Iemitsu Tokugawa, nel 1636. Tutti i suoi discendenti ingrandirono l'edificio, che divenne il più vasto del mondo. Durante il periodo Meiji nel 1868, dopo l'evizione degli shōgun ed il trasferimento della Corte a Edo il castello divenne residenza imperiale.

Foto aerea del 2019 che mostra l'area del castello

Come si può osservare dalla foto aerea, il castello è composto da varie cittadelle che sorgono su diverse isole e contornate da imponenti muri di pietra; gran parte delle strutture all'epoca esistenti andarono perdute durante gli incendi a seguito dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Infatti il materiale tipico che veniva usato per la costruzione era il legno.

Modellino rappresentante il castello durante il periodo Edo

Alcune delle porte sopravvissute possono mostrarci l'aspetto di ciò che era il castello: un esempio è la Kitahanebashi-mon (北桔橋門, Trad. "Porta settentrionale del ponte levatoio").

La Kitanebashi-mon

Il mastio o torre principale (noto come tenshudai (天守台)) si trovava nell'angolo settentrionale del complesso. La Kitahanebashi-mon si trova proprio accanto ad essa ed era una delle principali porte di accesso a questa parte più interna. Le misure dei resti della base della torre sono di 41 metri di larghezza da est a ovest, 45 metri  di lunghezza da nord a sud e 11 metri di altezza. Su questa base si ergeva un mastio di cinque piani che era alto ben 51 metri, ed era quindi la torre del castello più alta di tutto il Giappone, a simboleggiare il potere dello shōgun. Il mastio e i suoi molteplici tetti furono costruiti nel 1607 e ornati d'oro. Fu distrutto nell'incendio di Meireki del 1657 e non ricostruito. Le fondamenta del mastio sono tutto ciò che resta.

Ciò che resta del mastio

Intorno al mastio vennero costruiti il palazzo residenziale di Honmaru (本丸御殿, honmaru-goten) e i giardini dello shōgun e della sua corte. Si trattava di una serie di edifici bassi, collegati da corridoi e raggruppati attorno a vari giardini, cortili o giacenti distaccati, simili alle strutture che si possono vedere oggi nel castello Nijō a Kyoto. Queste strutture sono state utilizzate per scopi residenziali o governativi.
Alcuni degli edifici sopravvissuti sono quelli in pietra e muratura, come la casa di difesa Fujimi-tamon (富士見多聞). Questa casa di difesa si trova in cima alle grandi mura di pietra che si affacciano sull'Hasuike-bori (fossato dove cresce il loto). Armi e strumenti sono stati conservati qui. Durante il periodo Edo, furono costruiti forti doppi e tripli (yagura) in punti strategici in cima al muro di pietra che circondava l'Honmaru. Tra ogni mastio veniva eretta una casa (chiamata tamon) a scopo difensivo. C'erano una volta 15 di queste case nell'Honmaru, di cui esiste ancora solo il Fujimi-tamon.

Il Fujimi-tamon

Oppure l'Ishimuro, che si pensa essere un antico deposito. Caratteristico è il dōshin-bansho (同心番所), un corpo di guardia dove le guardie samurai erano poste a sorvegliare i terreni del castello.

Il Doshin Bansho

Altri edifici interessanti sono l'hyakunin-bansho (百人番所), l'Ō-bansho (大番所) e il Suwa-no-Chaya (諏訪の茶屋), una teahouse presente all'interno di uno dei giardini del castello.

Degni di nota sono anche i ponti costruiti per collegare i vari distretti del castello, anche se questi risalgono al XIX secolo come sostituzione dei vecchi.
In sintesi, questo imponente castello vale la pena di essere visitato sia per i resti delle vestigia del suo glorioso passato, sia per l'atmosfera che ancora si respira che ricorda quella del Giappone feudale.

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