Cordova nel medioevo

La storia di Cordova nel Medioevo è essenzialmente la quella di un'ascesa spettacolare e di una successiva, inevitabile, caduta, in un arco di tempo che la vide trasformarsi da città periferica a metropoli più brillante dell'Europa occidentale. Questo periodo d'oro iniziò nel 711 con l'invasione islamica della penisola iberica, o al-Andalus, di cui Cordova divenne capitale nel 716.

Il califfato di Cordova


Il vero spartiacque, tuttavia, fu l'arrivo nel 756 di Abd al-Rahman I, l'unico superstite della dinastia omayyade di Damasco. Egli fondò l'Emirato indipendente di Cordova, dando il via a un progetto statale e culturale destinato a durare secoli. Sotto gli emiri, la città si espanse rapidamente, e nel 785 fu avviata la costruzione della Grande Moschea (Mezquita), destinata a diventare il simbolo architettonico più imponente del potere islamico in Occidente.
L'apice del suo splendore fu raggiunto con Abd al-Rahman III, che nel 929 si autoproclamò Califfo, dichiarando la piena indipendenza religiosa e politica da Baghdad. Sotto il Califfato di Cordova, la città divenne una vera e propria meraviglia. Si stima che contasse centinaia di migliaia di abitanti, rendendola una delle città più popolose del mondo. Le sue strade erano lastricate, illuminate di notte, e ospitavano centinaia di bagni pubblici e mercati vivaci.


Veduta di Cordova con il ponte romano e la moschea sullo sfondo


Cordova fiorì come centro intellettuale senza pari. Il Califfo Al-Hakam II fu un mecenate leggendario, che raccolse una biblioteca con un numero di volumi sbalorditivo per l'epoca, trasformando la città in un polo di studio per la filosofia, la matematica, la medicina e l'astronomia. Il contributo di studiosi ebrei, cristiani e musulmani, tra cui figure come il filosofo ebreo Maimonide e l'erudito musulmano Averroè, fece di Cordova il principale crocevia per la trasmissione della conoscenza classica e orientale all'Europa. L'architettura raggiunse vette di perfezione, culminate nella costruzione della lussuosa città palatina di Madinat al-Zahra appena fuori Cordova.
Questa era di magnificenza, tuttavia, si concluse bruscamente. All'inizio dell'XI secolo, lotte intestine per la successione e tensioni sociali portarono alla disintegrazione del Califfato nel 1031. La città si frammentò nei regni di Taifa, perdendo la sua centralità politica e indebolendosi di fronte alla crescente pressione dei regni cristiani a nord.


Ferdinando III di Castiglia in una miniatura del XIII secolo


Dopo la caduta del Califfato, Cordova passò sotto il controllo dei grandi imperi berberi, gli Almoravidi e poi gli Almohadi, che la governarono come parte di un impero che si estendeva su gran parte del Nord Africa e del sud della Spagna. Il dominio musulmano giunse alla sua fine definitiva nel 1236, quando Ferdinando III di Castiglia la conquistò, incorporandola nel regno cristiano durante la Reconquista. La Moschea fu consacrata a Cattedrale, ma la città, pur mantenendo un ruolo importante nel nuovo assetto politico, non tornò mai al suo prestigio medievale di capitale mondiale.

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