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Visualizzazione dei post corrispondenti alla ricerca sepoltura

La sepoltura nel Medioevo

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La sepoltura dei morti in epoca medievale, contrariamente a ciò che avveniva in precedenza, viene effettuata nei pressi delle chiese. Particolarità di questo tipo di sepoltura è la mancanza di iscrizioni sulle tombe che diventano completamente anonime. Bisogna precisare che, inizialmente, la religione cristiana era contraria alla tumulazione all'interno di edifici religiosi. Evidentemente questa regola fu abbandonata nei secoli successivi e le inumazioni dei defunti iniziarono ad essere effettuate proprio all'interno delle chiese, cioè tra i vivi . Oltre alle sepolture all'interno della chiesa vera e propria, venivano utilizzati anche il cortile, l'atrio, il chiostro (talora definito ossario) e tutte le zone limitrofe all'edificio religioso consacrate. La sepoltura quindi doveva avvenire "ad sanctos et apud aecclesiam", ovvero vicino ai santi e presso le chiese. Infatti, il prestigio della sepoltura aumentava nel momento in cui si trovava nelle vicinanz...

La tomba di Alessandro IV

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E' stata ricercata per secoli senza ottenere alcun risultato, ora il mistero legato alla tomba di Alessandro IV è probabilmente giunto a una soluzione grazie a un recentissimo studio. Parliamo della tomba di papa Alessandro IV , morto il 25 maggio del 1261 a Viterbo , dove pochi anni prima aveva trasferito la Sede Pontificia. Stando alle informazioni avute fino a questo momento, le sue spoglie si troverebbero nella splendida Cattedrale di San Lorenzo , ma in un luogo rimasto segreto per moltissimo tempo.   La tomba papa Alessandro IV   Infatti, nei secoli successivi alla sua dipartita sono stati effettuati alcuni tentativi di ricerca della sua tomba, ma il mistero non è stato mai risolto. Fino a oggi, grazie al lavoro dell’archeologo Gianpaolo Serone , il quale “ipotizza l’individuazione della sepoltura del pontefice in un sarcofago etrusco del IV secolo a.C. presente nel cimitero medievale della Cattedrale di San Lorenzo a Viterbo . Attorno al luogo della sepoltura di papa Al...

Il necroforo

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II necroforo , sotto diverse vesti più o meno ufficiali, ha sempre occupato un ruolo ben distinto nelle pratiche funebri e di sepoltura dei morti anche se, per molti secoli, il contatto con il corpo del defunto era esclusivamente riservato ai suoi più stretti familiari. Il termine necroforo dal verbo greco νεκρόφόρος composto di "necro" (νεκρό / morto) e "foro" (φόρος / portatore) indica esplicitamente la persona deputata al trasporto dei morti, alla loro sepoltura.  Nel Medioevo, quando l’esperienza della morte ritornò a rappresentare un evento pienamente accettato e socialmente condiviso dall’intera comunità, la sepoltura del corpo spettava esclusivamente ai familiari del deceduto; il compito del becchino, che solitamente era una persona povera o un mendicante, era semmai quello di scavare la fossa, mentre la gestione del cimitero era affidata esclusivamente al prete.   Trionfo della morte , Palazzo Sclafani, Galleria regionale di Palazzo Abatellis, Palermo (144...

Le Shieldmaiden, le donne guerriere del nord

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Quando parliamo di donne guerriere del nord Europa, facciamo riferimento ad un periodo della storia medievale abbastanza precisa, quello Vichingo , quindi prima dell'anno mille. Le prime testimonianze riguardo queste donne guerriere risalgono all'epoca romana: la più importante donna guerriera che mise in difficoltà Roma fu Budicca , la prima guerriera del nord che divenne il capo dell'insurrezione di molti popoli delle terre della Bretagna. La Shieldmaiden è secondo gli storici una donna guerriera conosciuta nel folklore scandinavo e nella mitologia nordica come le Valkirie . La morte di Hervor Le evidenze storiche concernenti queste donne provengono da una tomba scoperta a Solor , in Norvegia . In questa tomba, vennero rinvenuti, oltre alle ossa, anche un corredo di armi comprendente: una lancia, uno scudo, un ascia e delle frecce. Inizialmente si credette che lo scheletro della sepoltura fosse di un uomo, ma quando si passò all'analisi del DNA delle ossa, si...

Lo scheletro dell'Appia Antica

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Un antichissimo scheletro è riemerso durante alcuni lavori di rifacimento della pavimentazione nel Parco Archeologico dell’Appia Antica , tra la chiesa di San Nicola e il Mausoleo di Cecilia Metella : gli esperti si sono trovati davanti ad un vero e proprio enigma, nel tentativo di scoprire l’identità del giovane cui appartengono i resti e l’epoca in cui visse. Alcuni indizi ritrovati nella sepoltura, tuttavia, ha permesso loro di sciogliere il mistero. Ma procediamo con ordine facendo prima un passo indietro. Lo scorso 6 novembre 2023, fuori della chiesa di San Nicola sono stati rinvenuti i resti ossei di un ragazzo di circa 15 anni di età. Si è trattata di una vera sorpresa, soprattutto perché inizialmente non erano previsti lavori che portassero gli operai a scavare proprio in quel punto. Per gli esperti, questo ritrovamento si è rivelato enigmatico. Due sono infatti gli indizi che hanno subito catturato la loro attenzione.   Chiesa di San Nicola Innanzitutto, accanto al c...

Il mistero del cavallo senza testa

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Nella Germania meridionale, a Knittlingen per la precisione, è stata fatta una scoperta estremamente interessante: un team di archeologi ha scoperto un cavallo decapitato accanto al suo cavaliere e un ricco corredo funerario di gioielli e armi in una necropoli dove furono sepolti nobili e guerrieri dell’età merovingia. Lo scheletro del cavallo senza testa ritrovato in Germania Ha fatto emozionare gli archeologi tedeschi il rinvenimento di questo cavallo decapitato, sdraiato sul fianco sinistro, accanto al corpo di un guerriero (probabilmente il suo proprietario) circondato da armi e gioielli rarissimi. Una sepoltura quasi principesca, databile tra il 700 e l'800 d.C. che rimanda alle èlite dei Merovingi , la dinastia reale franca che governò su tutta la Francia e parte di Germania e Svizzera , dalla metà del V secolo fino al 751 d.C.. L'Ufficio statale per la conservazione dei monumenti (LAD) del consiglio regionale di Stoccarda sta infatti conducendo una campagna di scavo...

Gli "zombie" nel medioevo

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Una scoperta a metà tra il raccapricciante e l'horror: i resti brutalizzati di sette adulti e tre bambini vissuti durante il Medioevo nel villaggio di Wharram Percy , un sito abbandonato nel North Yorkshire (Gran Bretagna), hanno convinto gli scienziati dell'Università di Southampton di trovarsi innanzi agli esiti di un macabro rito, effettuato per scongiurare il ritorno in vita dei morti. In pratica i compaesani delle vittime avevano paura degli zombie, e così hanno trattato i loro corpi per prevenirne potenziali 'aggressioni'. All'epoca, infatti, era credenza popolare diffusa che le persone considerate cattive o strane, una volta morte, potessero risvegliarsi di notte dalle loro tombe per tormentare i vivi, ma questa è la prima volta che viene trovato un sito di sepoltura ideato proprio per scongiurare questo pericolo immaginario. Ricostruzione del villaggio di Wharram Percy Benché furono recuperati nel lontano 1963, i 137 reperti ossei di Wharram Percy sono sta...

L'Elmo Sassone di Sutton Hoo

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L'elmo sassone di Sutton Hoo è l'elmo con maschera più famoso al mondo ed è attualmente conservato in Inghilterra nel British Museum. È un manufatto Sassone dell'età del ferro germanica, probabilmente risalente tra il 400 e l' 800 d.C., che è stato ritrovato grazie ad uno scavo archeologico del dott. Basil Brown in un tumulo, a Sutton Hoo (Inghilterra), nel 1939. La manifattura dell'elmo è molto pregiata anche se, come tutti gli elmi dell'epoca, è realizzato in ferro e bronzo. La particolarità dell'almo di Sutton Hoo consiste nell'essere riccamente decorato e caratterizzato dalla sua maschera facciale, che consente la copertura quasi totale del suo portatore. L'elmo di Sutton Hoo  L'elmo di Sutton Hoo faceva parte del corredo funerario ritrovato nella nave accanto ai resti del nobile guerriero. La nave era situata nel sito archeologico n.1 nei pressi di Sutton Hoo, dove altri tumuli, e quindi altri siti archeologici, furono ritrovati. Si st...

La scoperta di una tomba di un gigante con una grande spada

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Nuove spettacolari scoperte arrivano dalla Svezia ! La terra d'origine dei vichinghi ci dona infatti la tomba di un uomo, vero e proprio gigante per l'epoca, che ha portato nel suo ultimo viaggio una spada, le cui dimensioni sono veramente degne della sua possente altezza. Il luogo dove è stata scoperta la sepoltura Siamo ad Halmstad , nella Svezia occidentale: in una delle piazze principali della città, nel corso di alcuni scavi, sono venute alla luce 49 tombe di epoca medievale. Nulla di nuovo per queste zone, se non fosse che in una delle tombe gli archeologi hanno ritrovato un autentico gigante, almeno per l'epoca: un uomo di un metro e novanta che, nel suo ultimo viaggio, ha portato con sé un'imponente spada di ben un metro e trenta centimetri di lunghezza. L'analisi ai raggi x della spada, pubblicata dall'associazione culturale di Halland , ha rivelato su di essa una decorazione: un intarsio metallico rappresentante due croci, probabilmente composte da me...

Gli amanti sepolti mano nella mano

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Un giovane uomo e una giovane donna, sepolti insieme, 1500 anni fa, mano nella mano. Questa la scoperta di un team di archeologi tedeschi chiamati a scavi preventivi, prima di un intervento di edificazione su un’area, nel territorio bavarese. Siamo in un piccolo comune tedesco, quello di Deiningen , nel quale vivono 2.059 abitanti. 75 le sepolture antiche scavate dagli archeologi.  Una ricerca che ha portato non solo a retrodatare la fondazione del paese ai secoli immediatamente successivi alla caduta dell’Impero romano, ma che ha fornito straordinarie testimonianze archeologiche – oggetti funerari, un pettine istoriato, armi antiche – e antropologiche.   Deiningen, luogo in cui è avvenuto il ritrovamento Ha suscitato grande scalpore soprattutto la sepoltura in cui sono stati inumati insieme due giovani. Lui e lei sono stati sepolti dai familiari con un grande affetto, che oggi definiremmo romantico, uniti per l’eternità, come lo erano stati evidentemente durante il breve tran...

Historie Medievali feudal Japan: il seppuku

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In un articolo passato abbiamo parlato del codice dei samurai, il bushido . Abbiamo detto all'epoca che quando questi guerrieri venivano meno ai principi di base di questo codice, il samurai praticava un suicidio rituale chiamato seppuku (切腹), che poteva essere obbligatorio o volontario. Vediamo insieme di cosa si tratta. Il generale Akashi commette seppuku Il seppuku era il modo in cui il samurai evitava la pena capitale, manifestava cordoglio per la morte del proprio signore oppure protestava per un'ingiustizia subita. Letteralmente significa "taglia ventre"; mentre il suo sinonimo è harakiri (腹切り, che tradotto significa "ventre taglio". Perché uccidersi tagliandosi il ventre? La ragione risiede nel fatto che il ventre veniva considerato la sede dell'anima e pertanto il significato simbolico sotteso al rituale era quello di mostrare agli astanti la propria essenza, priva di colpe e in tutta la sua purezza. Il primo atto di seppuku di cui si abbia trac...

La tragica fine di Margherita di Borgogna

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​Il 1315 segna l'epilogo di uno degli scandali più feroci della dinastia capetingia. Mentre la Francia era scossa da intrighi di corte e carestie, tra le fredde mura di una fortezza normanna si spegneva Margherita di Borgogna , Regina di Francia e di Navarra , in circostanze che ancora oggi oscillano tra la cronaca storica e il mito letterario. Il sigillo di Margherita di Borgogna ​ Margherita , nipote di San Luigi IX e figlia del Duca di Borgogna , era l'immagine stessa del potere e della bellezza. Sposa di Luigi X "l'Attaccabrighe", la sua vita mutò radicalmente nella primavera del 1314. L'accusa fu infamante: adulterio. ​Secondo le cronache, Margherita e la cognata Bianca vennero colte in flagrante (grazie alla denuncia della cognata Isabella , Regina d'Inghilterra ) mentre intrattenevano relazioni con i fratelli d'Aunay . La punizione non fu solo politica, ma mirava alla totale distruzione della loro dignità. ​Dopo aver assistito all'atro...

Great battles of Historie medievali: la battaglia sull'Elster

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Quella combattuta sull' Elster , chiamata anche di Hohenmölsen , fu la terza e ultima battaglia tra il re salico Enrico IV di Germania e l'anti-re Rodolfo di Rheinfelden , disputatasi il 14 ottobre 1080 vicino a Hohenmölsen sul fiume Elster Bianco, nel contesto della grande rivolta dei Sassoni . Fiume Elster, teatro della battaglia  Le forze contrapposte si erano scontrate per la prima volta nella battaglia di Mellrichstadt il 7 agosto 1078 e di nuovo in quella di Flarchheim il 27 gennaio 1080. Entrambi gli scontri erano rimasti senza veri vincitori.  A questo punto, Enrico marciò attraverso la Turingia cercando di unire le sue forze provenienti dalla Germania meridionale e occidentale, con quelle del duca Vratislao II di Boemia e del margravio Egberto II di Meissen . Per la riuscita del piano, Enrico dovette eludere gli alleati sassoni di Rodolfo : attirò con successo i Sassoni fingendo di voler andare verso Goslar, mentre lui, con il suo esercito principale, si avvici...

Historie Medievali the life of: Enrico Dandolo

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Quarantunesimo Doge della Repubblica di Venezia , Enrico Dandolo nacque a Venezia nel 1107 da una nobilissima e influente famiglia con vasti interessi commerciali in Oriente. Fu eletto Doge in tardissima età, il 21 giugno 1192, quando aveva già 85 anni, eppure riuscì a porre le basi dell’impero veneziano, conquistando Bisanzio , città nella quale morì, pare per i postumi di un’ernia, all’età di 98 anni, nel 1205, e nella quale è stato sepolto nella Basilica di Santa Sofia .  Busto di Enrico Dandolo   La famiglia Dandolo, che a Venezia possedeva vari palazzi e fondaci commerciali nell’isola di San Luca, aveva partecipato con enorme successo all’espansione commerciale veneziana nel Levante, e dopo le guerre con Bisanzio (1122-1126) che avevano consegnato ai veneziani quartieri ed esenzioni doganali in tutte le città dell’Impero Romano d’Oriente, aveva rafforzato la propria influenza politica. Il figlio di Enrico Dandolo, Fantino , fu patriarca latino di Costantinopoli . La nipo...

Historie Medievali The life of: Cecco Angioleri

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«S’i’ fosse foco, ardereï ‘l mondo; s’i’ fosse vento, lo tempestarei; s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei; s’i’ fosse Dio, mandereil’ en profondo» Chiunque abbia un minimo di passione per la letteratura ha letto, o ascoltato, almeno una volta, questi versi carichi di ardore e di irriverenza. Colui che li ha scritti era un senese contemporaneo di Dante , ed il suo nome era Francesco , meglio conosciuto come Cecco , Angioleri . Ritratto di Cecco Angioleri. Da notare il sorriso, tipico del tratto caratteriale del personaggio Figlio di un banchiere di Siena, nasce intorno al 1260. Vivace di carattere, si nota la sua indifferenza verso il potere e le cariche precostituite già in alcuni documenti risalenti al 1281: infatti all'epoca stava partecipando, con delle armate Guelfe, all'assedio di un castello Ghibellino nei pressi di Roccastrada, vicino Grosseto; durante l'assedio infatti, allontanatosi dal campo diverse volte, fu multato. Venne multato varie volte anche a Sie...

Historie Medievali The life of: San Benedetto da Norcia

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Pochi anni dopo la deposizione dell'ultimo Imperatore romano, nasce in Italia centrale, a Norcia , un uomo che darà un contributo importantissimo alla storia del cristianesimo: Benedetto . Affresco a Subiaco raffigurante San Benedetto Benedetto nacque a Norcia nel 480 d.C. da un console e capitano generale del Romani per la Regione di Norcia. Alla morte della madre, figlia di una famiglia patrizia norcina, il piccolo e sua sorella Scolastica , futura santa della Chiesa Cattolica, vennero affidati alla nutrice Cirilla . La svolta nella vita del ragazzo avviene a 12 anni: mandato a Roma a studiare insieme alla sorella, Benedetto resta sconvolto dalla dissolutezza della capitale: secondo la biografia scritta da Papa Gregorio I , il futuro santo abbandonò studi, casa e beni paterni, per abbracciare la vita monastica. Così, a 17 anni, insieme alla sua nutrice, si ritira a vivere nella valle del fiume Aniene, ad est di Roma , dove compie il suo primo miracolo: la ricomposizio...