La figura del giullare nel Medioevo

 Il giullare, in contrapposizione decisa rispetto alla figura del monaco, incarnava ed interpretava tante altre figure sociali: difatti egli poteva essere un intrattenitore, un mimo, un attore, un giocoliere, un cantante, il cui fine era quello di divertire il pubblico nelle piazze, ma anche di catalizzare l'attenzione del pubblico stesso attraverso racconti di epiche avventure e di leggende. Tuttavia, nonostante il grande successo che i giullari solitamente riscuotevano, la loro opera e la loro stessa figura vennero duramente attaccate e fermamente condannate dalla chiesa, che sostanzialmente si opponeva categoricamente a tutto ciò che richiamasse la sfera "carnale", e quindi l'esibizione del corpo, del riso, del godimento sia visivo che uditivo.
Per la chiesa l'animo umano restava decisamente corruttibile, e questo rischio aumentava esponenzialmente in presenza di tali arti demoniache.
Codice miniato dei proverbi medievali. Il giullare non crede se non riceve,
 XV sec. Bibliothèque Nationale de France
 La figura del giullare veniva anche considerata come temibile e concreto legame con quelle che erano le tradizioni pagane, al punto che l'iconografia, abitualmente, ritraeva questi eccentrici intrattenitori in posizione capovolta, a testa in giù, al fine di far arrivare un messaggio secondo il quale questi personaggi rappresentassero un pericolo di sovversione dell'ordine prestabilito delle cose.
Un giullare durante un'esibizione
Malgrado le gravi condanne, la figura del giullare era comunque destinata a diffondersi sempre di più, sia nel ruolo di puro intrattenitore di piazza che di corte, sia come vero e proprio mediatore tra il mondo ecclesiastico e la cultura popolare. Infatti, i giullari non erano impegnati soltanto nella diffusione capillare di tutto ciò che era la  tradizione epica, ma anche di altri insospettabili contenuti. Con il tempo difatti, la chiesa non fu più in grado di astenersi dall'ammettere che questi bizzarri buffoni avessero una innegabile presa sul popolo attraverso i loro racconti. 
Giullare a corte, miniatura.
Questa presa di coscienza, dunque, portò gli ordini religiosi alla decisione di utilizzare questa nuova forma di arte comunicativa per incaricare proprio i giullari della diffusione della parola di Dio. Così, mentre nel XII secolo nasceva l'ordine dei mendicanti che si univano ai giullari nelle piazze, imitandone le capacità recitative, San Francesco si dichiarava giullare di Dio.
L'evoluzione dell'arte giullaresca non era ancora finita, però. Essi infatti si perfezionarono ancora di più, e questo li portò ad essere chiamati ad esibirsi nelle corti, dove venivano assunti in pianta stabile e pagati per la loro arte e il loro mestiere: nasceva così la figura del menestrello.

Commenti

  1. Molto utile e ricca di parole mi ha aiutato a fare una ricerca di scuola, L' UNICA PECCA è che forse doveva essere concentrata più su cosa FACEVANO i giullari. per il resto bellissima e utilissimaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. vero anche secondo me ma la adorooooo

      Elimina
    2. Salve,questo è un articolo generico sulla figura del giullare,descritto in modo sintetico per renderlo piacevole alla lettura, come tutti i nostri articoli. Però ci ha dato l'ispirazione a sviluppare un prossimo articolo su ciò che faceva il giullare nel medioevo.

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

La scrittura nel medioevo

Le fiere nel medioevo

Le corporazioni medievali