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Visualizzazione dei post con l'etichetta #armi

Il Gotico "Temperato": L'Arrivo dello Stile Francese in Italia

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L'arrivo del Gotico in Italia è un capitolo affascinante della storia dell'arte, perché non si è trattato di una semplice "importazione", ma di un incontro (e a volte uno scontro) tra il rigore d'oltralpe e la tradizione classica italiana. La basilica di San Francesco ad Assisi Mentre nel XII secolo in Francia le cattedrali svettavano verso il cielo con guglie affilate e immense vetrate colorate, l'Italia guardava a queste novità con una certa prudenza. Per gli italiani, legati alla solidità del Romanico e all'eredità di Roma , il "Gothique" era inizialmente percepito come qualcosa di straniero, quasi eccessivo. Tuttavia, il cambiamento era inevitabile. Ecco come questo stile ha varcato le Alpi. 1. I Monaci Cistercensi: I Primi Ambasciatori Il Gotico non è arrivato in Italia con i mercanti, ma con la fede. L’ordine monastico dei Cistercensi, proveniente dalla Borgogna , fu il vero motore di diffusione. I monaci portarono un modello di archite...

Historie Medievali Feudal Japan: l'introduzione dell'archibugio

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In un  articolo passato  abbiamo parlato di come i giapponesi entrarono in contatto con le popolazioni europee. In particolare furono i portoghesi a giocare un ruolo importante, nel XVI secolo, negli assetti geopolitici e militari giapponesi, facendo fare all'arcipelago del sol levante un salto tecnologico notevole.  Archibugieri giapponesi Siamo nel 1543, un anno prima i portoghesi erano stati trascinati dalla tempesta sulle coste giapponesi; per 1000 tael d'argento, corrispondenti a circa 40 chili del suddetto metallo,   Fernão Mendes Pinto vendette agli abitanti dell'isola di Tanegashima la portentosa arma che di lì a breve avrebbe cambiato il modo di fare la guerra sull'arcipelago nipponico.     L'arma da fuoco portatile infatti, piacque tantissimo al daimyo del clan Shimazu , che cercò di copiarne il meccanismo e iniziarne così la produzione in massa. Inizialmente i risultati furono deludenti: si avevano archibugi difettosi, ma entro il 1550 i ...

La Claymore: un'icona scozzese

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La claymore , dal gaelico scozzese claidheamh mòr che significa letteralmente "grande spada" , è un'arma a due mani che ha rappresentato un simbolo di potere e coraggio per i guerrieri scozzesi per secoli. Utilizzata principalmente tra il XIV e il XVII secolo, questa spada è diventata un'icona della cultura scozzese, legata alle immagini dei fieri highlanders che combattevano per la difesa delle loro terre e dei loro clan. Claymore a due mani La claymore presentava caratteristiche uniche che la distinguevano dalle altre spade dell'epoca: Dimensioni imponenti : era significativamente più lunga delle spade a una mano e mezza, richiedendo l'uso di entrambe le mani per essere maneggiata efficacemente. Lama a doppio taglio : la lama, lunga e affilata, era spesso a doppio taglio, conferendo all'arma una grande versatilità in combattimento. Guardia caratteristica : la guardia, solitamente a forma di "V", era progettata per proteggere la mano dell'...

La scoperta di una tomba di un gigante con una grande spada

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Nuove spettacolari scoperte arrivano dalla Svezia ! La terra d'origine dei vichinghi ci dona infatti la tomba di un uomo, vero e proprio gigante per l'epoca, che ha portato nel suo ultimo viaggio una spada, le cui dimensioni sono veramente degne della sua possente altezza. Il luogo dove è stata scoperta la sepoltura Siamo ad Halmstad , nella Svezia occidentale: in una delle piazze principali della città, nel corso di alcuni scavi, sono venute alla luce 49 tombe di epoca medievale. Nulla di nuovo per queste zone, se non fosse che in una delle tombe gli archeologi hanno ritrovato un autentico gigante, almeno per l'epoca: un uomo di un metro e novanta che, nel suo ultimo viaggio, ha portato con sé un'imponente spada di ben un metro e trenta centimetri di lunghezza. L'analisi ai raggi x della spada, pubblicata dall'associazione culturale di Halland , ha rivelato su di essa una decorazione: un intarsio metallico rappresentante due croci, probabilmente composte da me...

Le bocche da fuoco secondo Francesco di Giorgio Martini

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Il Medioevo è quell'epoca in cui ci sono state notevoli invenzioni: tra queste, nel contesto militare, abbiamo un'ampia evoluzione sia in ambito difensivo che offensivo, ma quello che oggi vogliamo proporvi è un approfondimento sulle bocche da fuoco sul finire del Medioevo.  Come abbiamo già accennato in un precedente articolo riguardo alle armi da fuoco, ci siamo soffermati sulle prime, che furono utilizzate nei secoli tra il XIV e il XV, mentre a distanza di circa cento o centocinquanta anni, le armi ossidionali evolvono ulteriormente. Le primitive bombarde conosciute, risalenti al XIV secolo, erano di struttura conica, con l'evidente intento di poter tirare palle di pietra di vario diametro.  L'idea decadde per ovvie ragioni: a causa dell'espansione dei gas che si compiva inefficacemente non appena il proietto si scostava dall'anima; questo pose le basi per quei nuovi pezzi a tiro curvo, comparsi nel 1500, divenuti noti come mortai. Verso la fine del 1400 Fr...