L'Università laica più antica del mondo

Federico II di Svevia, sovrano del Sacro Romano Impero e delle due Sicilie, aveva emanato importanti riforme nel suo regno in Italia meridionale. Il sovrano aveva bisogno di una nuova classe dirigente, funzionale alla sua burocrazia. La “curia regis” aveva bisogno di persone di cultura elevata come giuristi qualificati, fondamentali per l'amministrazione dello stato.

Il simbolo dell'Università di Napoli: l'Imperatore Federico II sul trono

A quel tempo, la patria riconosciuta degli studi giuridici era Bologna, sede della prima, prestigiosa università del mondo, fondata nel 1088. Federico II voleva però evitare che i futuri funzionari della sua amministrazione si nutrissero del clima contrario all'Impero che pervadeva la città felsinea e molte altre località dell'Italia settentrionale, così ecco l'idea di fondare uno Studium statale, laico e scevro dalle influenze negative sopra accennate.
Stabilita l'iniziativa da intraprendere, bisognava scegliere la sede più strategica per il nuovo Studium: Palermo, la capitale, era troppo lontana dal resto d'Europa; la seconda città più importante del sud Italia invece, Napoli, era perfetta per il suo scopo. Baricentrica nel Mediterraneo, non lontana da Roma e dalle altre città importanti della penisola, potenziale polo di attrazione culturale, la scelta cadde sulla città partenopea.

Il complesso di San Domenico Maggiore, che nei secoli a venire ospiterà l'Università di Napoli

Napoli fu scelta non solo per la sua posizione accessibile, ma anche per il favore del clima. Soprattutto c'era una precisa volontà politica che suggellava una pacificazione: la città era stata l’ultima a piegarsi alle armate di Ruggero II e aveva resistito, per tre difficili anni, anche all'assedio di Enrico VI, padre di Federico II. Non solo. Appena tredici anni prima, nel 1211, si era ancora ribellata all'autorità imperiale ed era passata al partito di Ottone IV, l'imperatore del Sacro Romano Impero di fazione guelfa che aveva risposto alla scomunica e alla deposizione da parte di papa Innocenzo III avanzando in modo minaccioso, alla testa delle sue truppe, verso il Regno di Sicilia di cui rivendicava la corona.
Così, nel 1224 nacque la prima Università laica del mondo occidentale: lo Studium di Napoli. Per l'organizzazione dello Studium ci si avvalse dell'opera di due eminenti giuristi campani: Pier delle Vigne e Taddeo da Sessa. L'Imperatore assicurò ai nuovi, potenziali studenti, tutta una serie di agevolazioni, a partire dalle spese di iscrizione più basse, fino alle convenzioni per gli alloggi a prezzo fisso e alla possibilità di borse di studio per gli studenti più poveri.

Pier Delle Vigne così come immaginato da Gustave Dorè. Dante cita lo studioso nella sua Divina Commedia

Il sovrano svevo pensò perfino a un pasto statale per gli alunni più bravi. E non trascurò di far intendere che da quel momento in poi, studiare a Napoli per poi sedere nei tribunali del Regno, fosse la garanzia di un sicuro arricchimento, non solo culturale. Inizialmente gli studi furono indirizzati verso il diritto (fondamentale per la formazione dei giuristi), le arti liberali, la medicina e la teologia: quest'ultima, rispetto alle altre materie, venne insegnata presso sedi religiose.
Nel 1265, a Napoli, arrivarono gli Angioini, e la città divenne capitale di un Regno indipendente. La casata manterrà il potere fino al 1443, quando subentreranno gli Aragonesi. Sotto il Regno Angioino, lo Studium si riempì di letterati e filosofi. Nel convento di San Domenico Maggiore, Tommaso d'Aquino insegnò teologia dal 1271 al 1274, mentre Carlo I d'Angiò accrebbe i privilegi dell'Università.

Tommaso d'Aquino, uno dei primi docenti dell'Università di Napoli

Con gli Aragonesi cominciarono i primi problemi: l'ateneo fu costretto a chiudere, riaprendo soltanto nel 1465, a seguito di un'intesa tra re Ferdinando il Cattolico e Papa Paolo II, salvo poi essere nuovamente chiusa nel 1490. Si dovette aspettare il 1507 affinché lo Studium partenopeo riaprisse i battenti, ricominciando dal convento di San Domenico Maggiore, che ne fu la sede per tutto il Cinquecento.
Il resto è storia che esce dal periodo medievale, ma fra mille peripezie, l'Università di Napoli giunge fino ai giorni nostri, quando nel 1992 venne intitolata al suo fondatore: Federico II di Svevia. L'Università Federico II è una delle più importanti d'Europa, monumento alla cultura laica, importante eredità dell'era medievale che tutt'oggi forma migliaia di studenti ogni anno.

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