Le vette dell'arte medievale: il battistero di Padova

Come abbiamo promesso in un precedente articolo, oggi ci occupiamo di uno de monumenti che hanno dato alla Padova Urbs Picta il titolo di patrimonio UNESCO: parliamo infatti del battistero del duomo della città. 

La volta del battistero affrescata da Giusto de' Menabuoi

La costruzione di questo edificio comincia nel XII secolo, per poi essere consacrato dal patriarca di Grado nel secolo successivo. Nel '300 diventa il mausoleo della famiglia Buzzacarini, che ne commissiona la decorazione a uno dei più grandi pittori dell'epoca: Giusto de' Menabuoi. Questo pittore interpreta la scuola giottesca in voga all'epoca, soprattutto dal punto di vista coloristico e spaziale, fornendo un realismo straordinario alle figure che dipinge, allontanandosi dallo stile goticheggiante del tempo. In questo modo, Giusto de' Menabuoi crea uno dei più importanti capolavori pittorici del XIV secolo.

Esterno del battistero

Così, mentre all'esterno appare una costruzione semplice, ma comunque dalla sovrapposizione di diverse forme geometriche, all'interno abbiamo un'esplosione di colori e di figure vive che subito avvince lo sguardo dell'osservatore.

Lo straordinario e scenografico interno 

A Padova, Menabuoi rimane colpito dalle ordinate fissità romaniche e bizantine, come testimonia il grande Paradiso nella cupola del Battistero: la scena è organizzata attorno a un Cristo Pantocratore, visibile nell'immagine di apertura dell'articolo, dove ruota un'ipnotica raggiera a più strati con angeli e santi, le cui aureole in file ordinate ricordano, guardate dal basso, le punzonature di una magnifica oreficeria. Al centro del Paradiso c'è anche la Madre di Dio orante, a guida della schiera degli eletti e tramite da Cristo e l'umanità, con un manto azzurro, affrescata in perfetto asse simmetrico con il Cristo Pantocratore. I dipinti che coprono le pareti raffigurano episodi della vita di san Giovanni Battista (a sinistra dell'ingresso), di Maria e di Gesù. Per attualizzare le vicende della Storia Sacra, tra quelle neotestamentarie, sono posti personaggi noti alla corte carrarese trecentesca.
Nella parete adiacente all'altare è rappresentata la Crocifissione, quindi la discesa dello Spirito Santo.  Sulle pareti attorno all'altare, nell'abside, sono affrescate figure mostruose e immagini tratte dall'Apocalisse di Giovanni.

Affresco raffigurante i Re Magi, è possibile notare la precisione e la grazia delle architetture dipinte

Nel tamburo sono dipinte invece le Storie della Genesi, sui pennacchi i Profeti ed Evangelisti, dove il maestro ha dimostrato un estro meno bizantino, come le figure inserite entro veridiche stanze illusionisticamente dipinte. Anche nelle Storie di Cristo e del Battista, sulle pareti, compaiono delle architetture finemente calcolate, dove il pittore inserisce le sue solenni e statiche immagini. Più libera appare invece la raffigurazione negli episodi di contorno, come nelle Nozze di Cana, dove una schiera di servitori si muove con naturalezza nella stanza, a differenza degli statici commensali. Dall'analisi di queste scelte stilistiche si evince come l'uso o meno di effetti rétro fosse per Giusto una componente volutamente cercata per fini espressivi e simbolici: è forse l'unico pittore del Trecento che ha la consapevolezza per scegliere via via quale linguaggio adoperare.

Un'elegante Annunciazione

Grande capolavoro infine è la creazione del mondo, dove è esaltata la funzione di Cristo come signore del tempo cosmico: Dio Padre può interrompere il corso degli eventi naturali per manifestare all'uomo il proprio volere; ciò avvenne, per esempio, durante le tre ore di eclissi solare che accompagnarono l'agonia e la morte di Gesù. Attraverso gli angeli, qui rappresentati, Dio domina e neutralizza l'influsso degli antichi demoni planetari sul mondo sublunare.

Creazione del mondo

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