Historie Medievali the life of: Jacopone da Todi

Jacopo De Benedictis, detto Iacopone da Todi, è stato un religioso e poeta italiano, venerato come beato dalla Chiesa cattolica. I critici lo considerano uno dei più importanti poeti italiani del Medioevo, certamente fra i più celebri autori di laudi religiose della letteratura italiana.

Jacopone da todi, affresco di Paol Uccello, Duomo di prato

Nato nel 1233 da Iacobello, della nobile famiglia tuderte dei Benedetti, Iacopone studiò legge probabilmente all'università di Bologna e intraprese la professione di notaio e procuratore legale, conducendo una vita spensierata. Nel 1267 sposò Vanna, figlia di Bernardino di Guidone conte di Coldimezzo. La moglie morì l'anno seguente durante una festa, per il crollo del pavimento della stanza da ballo; dopo che sul corpo della moglie fu trovato un cilicio, Iacopone abbandonò la vita mondana e, distribuiti ai poveri i propri averi, peregrinò per dieci anni, vivendo di elemosina e subendo continue umiliazioni. Nel 1278 entrò come frate laico nell'ordine francescano, probabilmente nel convento di Pantanelli presso Terni, scegliendo la corrente rigoristica degli Spirituali, o "fraticelli", che si contrapponevano alla corrente predominante dei Conventuali, portatori di un'interpretazione più moderata della Regola francescana. Nel 1288 Iacopone si trasferì a Roma, probabilmente presso il Cardinale Bentivenga

Tomba di Jacopone, nella chiesa di San Fortunato a Todi

All'inizio del breve pontificato di Celestino V, gli spirituali, anche per merito di Iacopone che aveva mandato al pontefice una lauda, furono ufficialmente riconosciuti come ordine con il nome di Pauperes heremitae domini Celestini. Ma il nuovo papa Bonifacio VIII, acerrimo nemico delle correnti più radicali della Chiesa, non appena eletto, abrogò le precedenti disposizioni e la congregazione dei Pauperes venne così sciolta.

Monumento dedicato a Jacopone, Todi

Iacopone fu tra i firmatari del Manifesto di Lunghezza del 10 maggio 1297, con cui gli avversari di Bonifacio VIII, capeggiati dai cardinali Jacopo e Pietro Colonna (appartenenti alla famiglia Colonna, acerrima nemica dei Caetani cui apparteneva il pontefice), chiedevano la deposizione del papa e l'indizione di un concilio. La risposta di Bonifacio VIII non si fece attendere: scomunicò tutti i firmatari con la bolla Lapis abscissus e cinse d'assedio Palestrina, la roccaforte dei dissidenti. Nel settembre del 1298 Palestrina fu presa e Iacopone fu spogliato del saio, processato, condannato all'ergastolo e imprigionato nel carcere conventuale di San Fortunato a Todi. Solo alla morte di Bonifacio, nel 1303, fu liberato, vivendo poi gli ultimi anni a Collazzone Todi, dove morì la notte di Natale del 1306, nell'ospizio dei Frati Minori annesso al convento delle Clarisse

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