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I Longobardi, un popolo che cambiò l'Italia

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I Longobardi furono un popolo che, secondo le testimonianze archeologiche e storiche, ebbe una prima comparsa nel I secolo a.C.,  grazie ad alcune tracce rinvenute nelle lande fredde della Scandinavia. I popoli di quelle terre sembrano avere similitudini sia nella mitologia e che nel diritto. Questo popolo germanico raggiunse il suo massimo splendore tra il II e il VI  secolo quando si ebbe una grande migrazione che lo portò dal basso corso dell'Elba (fiume) fino all'Italia. Il movimento migratorio ebbe inizio nel II secolo circa, ma soltanto nel IV l'intero popolo avrebbe lasciato il basso Elba. Pertanto i primi flussi migratori resero possibile la totale migrazione in cerca di una nuova terra. La migrazione avvenne risalendo il corso del fiume, da cui i Longobardi approdarono prima al medio corso del Danubio (fine V secolo), poi in Pannonia (VI secolo), dove consolidarono le proprie strutture politiche e sociali. Si convertirono solo parzialmente al cr...

L'evoluzione dell'armatura nel Medioevo

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Le prime armature indossate dai cavalieri nel medioevo sono molto semplici. In pratica, essa è costituita da una cotta di maglia, una sorta di tunica costituita da tanti, piccoli anelli metallici fittamente intrecciati tra loro. Successivamente, questa corazzatura va estendendosi, arrivando a proteggere anche braccia e gambe, attraverso l'utilizzo di maniche e cosciali di maglia metallica. È in questo periodo che si inizia ad usare anche una sottocotta (o gambesone) imbottita e trapuntata che ha il compito di attutire e smorzare il più possibile i colpi che il cavaliere riceve. Quindi, questo tipo di corazzatura è costituita da una sorta di cappuccio, sempre in maglia metallica, chiamato camaglio,da una cotta di maglia per la protezione del busto e da un altro elemento metallico per la difesa delle gambe, denominato chauteaux. L'insieme di queste tre parti va a formare l'armatura chiamata usbergo. cotta di maglia con sottocotta (o gambesone)  Questo tipo di corazzatur...
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I Templari La setta malvagia, la fine di un ordine Pasquale Sorrentino, che si definisce un “apprendista storico”, esegue un’organica ricerca storiografica per chiarire le ragioni che sono alla base della fine dell’ordine dei Cavalieri Templari. Tante sono le leggende che, nel corso dei secoli, sono prolificate su quest’ordine tanto controverso: dai legami con la massoneria alla custodia di segreti che avrebbero scosso le fondamenta stessa del mondo cristiano. Da qui nasce l’esigenza di un’analisi attenta dei fatti, condotta attraverso un testo sintetico e chiaro. In questo libro si evidenziano, in modo chiaro e conciso, le principali accuse mosse a questo ordine di monaci guerrieri, e le ragioni politiche alla base della formulazione di tali accuse, spesso false e costruite ad arte. Alla fine della lettura non si potrà fare a meno di realizzare le necessità politiche che hanno portato i governanti del medioevo a porre la parola fine alla storia di un gruppo di monaci gu...

Poliorcetica - L'arte dell'assedio

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Il termine Poliorcetica significa "espugnare una città". Essa è definita in ambito militare come l'arte di assediare e di espugnare una città fortificata. L' assedio è uno stato bellico in cui un esercito circonda e controlla gli accessi ad una località, di solito fortificata, allo scopo di costringere i difensori alla resa o di conquistarla con la forza. Chi cinge d'assedio un luogo, si pone lo scopo di isolare l'assediato (chi subisce l'assedio) in modo che questi non possa più avere comunicazioni con l'esterno e non sia in grado di ricevere rifornimenti di cibo o di mezzi. Ciò avviene, solitamente, circondando l'obiettivo col proprio esercito. Le prime notizie di assedi arrivano da fonti antichissime risalenti all'era del Bronzo, quando in Medioriente i Sumeri e gli Ittiti già usavano metodi ossidionali per bloccare città fortificate; altre fonti certe sono quelle Egizie, dove diversi assedi condotti sono testimoniati da raffigurazi...

La locanda e l'albergo nel Medioevo

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Se pensate che, nel Medioevo, esistessero locali alla stregua degli odierni ristoranti, ovvero posti in cui si potessero consumare cibi cucinati, siete in errore. In quest'epoca infatti, l'offerta di pietanze era appannaggio di strutture ricettive, per così dire polifunzionali, come gli alberghi e le locande. Difatti, in questi posti, atti a fornire soprattutto alloggio a viaggiatori e viandanti, si poteva consumare anche un pasto caldo. Locanda medievale Fornire pasti alle persone di passaggio dunque, non era il servizio principale offerto da queste strutture, ma uno dei tanti, al pari, ad esempio dell'alloggio o dello stallaggio degli animali. Nonostante fosse una voce importante del bilancio della locanda, la vendita di pietanze cucinate era destinata, in prevalenza, ai forestieri che soggiornavano nel locale ed a coloro che erano di passaggio. Questo avveniva per diversi motivi: da una parte era opinione comune che, recarsi in un locale esclusivamente per mangiar...

Le vie del pellegrinaggio santo

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In epoca medievale esistevano dei percorsi simili alle nostre moderne autostrade. Essi collegavano direttamente i luoghi santi con il resto del mondo conosciuto, occidente in particolare. Tali autostrade o vie tagliavano intere nazioni, passando di paese in paese fino a raggiungere la meta del pellegrinaggio tanto auspicata. Queste vie seguivano le antiche strade romane, costruite secoli e secoli addietro. Grazie all'utilizzo di queste strade, l'uomo, nel Medioevo, riusciva a raggiungere le mete più ambite dei pellegrinaggi come Santiago de Compostela, Roma e Gerusalemme. Nel Medioevo erano chiamate vie romee (o romane, o romipete) le strade che i pellegrini percorrevano nella penisola italiana, che era interessata da una fitta rete di tracciati viari diretti a Roma. Al centro della mappa Trento e la strada del Brennero Chi veniva da settentrione o da oriente, invece, percorreva altre vie romee, tra cui la Via Romea per eccellenza, che era quella che seguiva la costa a...

La strada nel Medioevo

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Le strade costruite dai romani erano ben curate e complesse, come tutti ben sappiamo. In epoca medievale invece, la rete viaria si contraddistingueva per la sua estrema povertà strutturale. Le antiche vie romane erano lastricate e, solitamente, pianeggianti e rettilinee. Le strade medievali, che collegavano degli insediamenti più che altro "in altura" erano invece quasi sempre tortuose, con forte pendenza, anguste e poco regolari nelle dimensioni. Inoltre, erano quasi completamente assenti opere murarie come ponti o muri a retta. L'instabilità politica e le continue variazioni dei percorsi intrapresi dai viandanti rendevano sporadici ed incerti gli interventi per la manutenzione delle strade, onere che, durante l'Alto medioevo e fino al XIII secolo, spettava alle pievi ed alle chiese suffraganee. un'immagine della via Francigena, una delle vie  di comunicazione più importanti del Medioevo Le strade erano delle vere e proprie mulattiere, praticabili solo a p...

Le invenzioni nel Medioevo

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Molti testi di storia, ancora oggi, definiscono il Medioevo un secolo buio. Tale definizione è dovuta per via dei forti cambiamenti geopolitici che caratterizzarono tutto il periodo, oltre alle grandi invasioni dei popoli delle steppe, che fondarono sulle rovine del vecchio impero romano il nuovo mondo medievale, oltre ai vari casi di peste bubbonica che flagellarono parte dell'Europa. Eppure il medioevo è considerato un'epoca di invenzioni, ancora prima delle future epoche. Tali invenzioni si ebbero, in particolare, in ambito bellico ed architettonico; mentre altre si ebbero nella normale vita di un qualsiasi individuo dell'epoca. Ci soffermeremo a descrivere in modo sintetico le cinque più importanti invenzioni nel medioevo. I mulini ad acqua. L’idea che si potesse sfruttare l’energia dell’acqua per automatizzare certi lavori, e quindi creare delle macchine che potessero fare quello che, fino ad allora, era stato fatto da braccia umane, in realtà non era nuova: g...

Le spezie ed i loro molteplici usi

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Sono poche le cose che, nel Medioevo, hanno riscosso tanto successo come le spezie. I loro colori, profumi, i loro intensissimi sapori hanno invaso l'immaginario collettivo medievale di icone di sacro e di profano, di misteri e di terre lontane, immagini in grado di far intraprendere una delle più grandi imprese della storia dell'uomo, ovvero quella della ricerca della via "per le Indie". I mercanti delle repubbliche marinare espandono la  loro presenza nel Levante musulmano Il concetto di spezie, in quest'epoca, è molto lontano da quello che abbiamo noi oggi: queste non venivano adoperate soltanto nell'alimentazione, ma il loro campo di applicazione era molto più vasto. Si andava infatti, dall'ambito farmaceutico a quello alimentare, passando per quello sacro-rituale e simbolico, non trascurando nemmeno quello sociale. Inoltre, non erano compresi in questa definizione soltanto sostanze vegetali quali semi, bacche e foglie, come avviene oggi, ma anc...

L'aspetto delle donne medievali

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Nel periodo medievale che va dall'XI al XII secolo erano di moda, per le donne la bocca piccola, occhi grandi e tondeggianti con sopracciglia ad arco e pelle bianchissima. A quell’epoca le sopracciglia venivano rasate del tutto, come anche la fronte che in questo modo risultava più ampia; il volto, le mani e i denti dovevano essere bianchissimi.  Per riuscire ad avere uno sguardo, il più seducente possibile, le donne più ardite si pitturavano di blu o di verde le palpebre e usavano dei prodotti argillosi stemperati in acqua, oppure delle erbe essiccate e trattate con aggiunta di acqua. I volti erano privi di intensità ed espressività, ragion per cui le donne ricorrevano ad un velo di rosso sulle gote, mentre le sopracciglia depilate venivano ripassate con il nero. In occasioni speciali uomini e donne ingaggiavano addirittura pittori professionisti che dipingevano i loro volti con i colori ad olio o a tempera (solo le donne nobili).   Nobil donna ...