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Historie Medievali the life of: Paolo Diacono

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Paul Warnerfried , che scelse come pseudonimo Paolo Diacono , è stato un monaco nato nell'odierno Friuli nel 709 dopo Cristo. E' stato un letterato, storico, poeta e scrittore, in un'epoca dove poche persone leggevano e pochissime altre scrivevano. Personaggio di spicco del regno Longobardo prima e di quello dei Franchi poi, la sua vita è stata piena di momenti significativi, ed oggi ve la raccontiamo. Miniatura raffigurante Paolo Diacono Figlio di nobili longobardi appartenenti alla corte di Alboino , studiò a Pavia , allora capitale del regno, per poi restare alla corte dei re Astolfo e Desiderio ; divenne precettore di Adelperga , figlia di Desiderio , che seguì a Benevento quando quest'ultima sposò il duca Arechi II . Nel 774 crollò il Regno Longobardo per mano dei franchi, e Paolo  si ritirò nell'abbazia di Montecassino ; ma fra il 782 ed il 787 lo troviamo alla corte di Carlo Magno , in quanto aveva intenzione di riscattare il fratello prigioniero in Francia...

Historie medievali: le ricette della tavola rotonda

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 Benvenuti nella nostra cucina! Oggi vi proponiamo due, succulente, ricette a base di carne: ARROSTO DI MAIALE CON SALSA VERDE (XV secolo)   Ingredienti: 500 gr. di filetto di maiale; salvia; ruta; prezzemolo; zafferano; vino; strutto; sale e olio.   Procedimento: Arrostire il filetto sui carboni o nel forno per circa mezz’ora dopo averlo unto con olio o strutto. Nel frattempo pestare nel mortaio lo zafferano e un pizzico di sale, aggiungendo una buona quantità di salvia e prezzemolo, e poca ruta. Stemperare con il vino. Tagliare l’arrosto a fette cospargendolo con la salsa. Servire ancora caldo.   POLLO MEDIEVALE TEUTONICO (XIII secolo)   Ingredienti: 1 gallina; zafferano; menta; prezzemolo; maggiorana; rosmarino; sale.   Procedimento: Tagliare la gallina a pezzi, poi lessarla con due pizzichi di sale, aggiungendo acqua ogni volta che sarà necessario, a fine cottura dovrà rimanere poco brodo molto concentrato. Cuocere per almeno un paio d’ore, o anche più....

L'accampamento dei crociati

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Ricordate del sub che aveva trovato una spada nel mare antistante le coste di Israele ? Ne abbiamo parlato in questo articolo  poco tempo fa. Ebbene, dato che questo Stato, durante il Medioevo, è stato teatro di scontro fra due civiltà, ecco che nuove sorprese si sono avute nelle vicinanze di questo ritrovamento.  La fortezza di Tzippori Ebbene, sulla route 79, vicino la località di Tzippori , dove si erge una fortezza di epoca medievale, non lontano dal lago di Tiberiade , gli archeologi hanno fatto una scoperta piuttosto interessante: durante i lavori di ampliamento di un'autostrada infatti, sono riemerse, dopo secoli, punte di freccia, chiodi a ferro di cavallo e monete risalenti all'epoca fra il 1099 ed il 1291. Studiando i ritrovamenti, i ricercatori hanno concluso che si trattava di manufatti di un accampamento temporaneo presente all'epoca nel Regno di Gerusalemme . L'archeologo Rafi Lewis ha affermato che molti dei chiodi erano stati usati per ferrare i cavalli...

La leggenda della Bellina di Erice

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Sospesi in un fascino senza tempo, passeggiare per i vicoli del borgo medievale di Erice , in provincia di Trapani , significa fare un tuffo in un’epoca passata e lontanissima. Se percorrendo le vie del paese vi doveste poi imbattere in una biscia nera, che vi taglia la strada, si potrebbe trattare dell’anima errante della povera Bellina , una fanciulla bellissima e tormentata da un amore impossibile. La leggenda della Bellina arricchisce, ancora oggi, di mistero e fantasia il borgo di Erice, avvolgendolo tra le nebbie di un luogo quasi mitologico. Si narra che, intorno al XIII secolo, a Erice vivesse un’affascinante e giovanissima ragazza, ammirata e invidiata da tutti per i suoi lunghi capelli corvini e i suoi tratti da angelo. Si dice che fosse talmente bella che nessun uomo riuscisse a resistere al suo fascino, non a caso aveva intorno a sè sempre un gran numero di pretendenti. Bellina , tuttavia, era solita rifiutarli uno per uno e nessuno, per quanti sforzi facesse, era in grado ...

Le vette dell'arte medievale: la basilica di San Miniato al Monte

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Questo è uno dei grandi capolavori dell'architettura romanica fiorentina: costruita nell'XI secolo, con la sua iconica facciata di tarsie di marmo bianco e serpentino verde, la basilica di San Miniato al Monte domina Firenze da una collina di oltrarno. La chiesa vista da ponte Vecchio Già la facciata ha elementi iconici molto importanti; infatti le tarsie marmoree la dividono in due porzioni: una inferiore, che è composta da 5 arcate che richiamano il numero di navate delle basiliche paleocristiane; una superiore, che evidenzia la struttura della chiesa con le sue falde simmetriche e che rievoca un loggiato sorretto da quattro pilastri. Le forme geometriche inoltre richiamano, in alcuni elementi dei frontoni, l'opus reticolato romano. Al centro del loggiato è presente una finestra incorniciata da due colonne, sorrette da teste di leone marmoree, che sono sormontate da un timpano al cui centro è presente un intarsio di un vaso tra due colombe. Nel riquadro superiore si trov...

Proposte di lettura: Bere nel medioevo. Bisogno, piacere o cura

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Bere come atto vitale, che varia a seconda dei luoghi e delle epoche: come si beveva, ad esempio, nel Medioevo? Quali bevande si assumevano in quel periodo e, soprattutto, perché si assumevano e quali effetti sociali producevano? Jean Verdon, medievaista di lungo corso, con questo libro ci accompagna in un viaggio nel Medioevo attraverso il bere, che è un bisogno primario per vivere. Ma cosa esattamente beve l'uomo del Medioevo? Beve acqua, latte, cervogia, birra, sidro e vino. L'acqua è accessibile a tutti e non costa niente, il latte rappresenta il nutrimento essenziale per il bambino. In mancanza di vino si beve la cervogia, una specie di birra fatta con orzo e avena fermentata. I monaci, che conoscono molto bene le erbe medicinali, introducono il luppolo, e si passa quindi alla birra vera e propria. A partire dal XV secolo, il sidro ha la meglio sulla birra. Ma bere è anche un piacere, soddisfatto soprattutto dal vino, che resta in assoluto la bevanda per eccelle...

I bischeri

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" Oh bischero! ". Si tratta di un modo di dire tipico toscano che può essere capitato di aver sentito qualche volta. In effetti è piuttosto famoso nel resto della penisola italiana: questo termine indica una persona poco acculturata e poco furba; un detto toscano infatti dice che " La ragione l'è de' bischeri ", corrispondente al più usuale detto italiano: " la ragione è dei fessi ". Ma da dove nasce questo termine? Per capirlo bisogna andare a Firenze , dietro alla cattedrale di Santa Maria del Fiore, e precisamente all'incrocio fra la piazza della cattedrale e Via dell'Oriuolo. Sotto la targa indicante il nome della strada, è presente una seconda targa in marmo con su scritto "Canto dei Bischeri". Il canto dei Bischeri, con lo sfondo di Santa Maria del Fiore Perché questa targa? Perché questo, nel XIII secolo, era il canto, cioè il quartiere, della ricchissima e potente famiglia fiorentina dei Bischeri . La famiglia, fra il 1309...

Great battles of Historie medievali: la battaglia di Mari

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La battaglia di Mari , anche nota come il disastro di Mari , fu combattuta tra i Mamelucchi d'Egitto e gli armeni della Cilicia il 24 agosto 1266. Il conflitto iniziò quando il sultano mamelucco, Baybars , intimò al re armeno, Aitone I , di accettarlo come sovrano abbandonando l'alleanza con i mongoli, e di consegnare ai Mamelucchi i territori e le fortezze che Aitone aveva acquisito grazie alla sua alleanza con i mongoli.   Aitone I (seduto) alla corte mongola di Karakorum, «mentre riceve l'omaggio dei mongoli» A seguito di tali minacce, Aitone I si recò alla corte mongola dell'Il-Khan in Persia per ottenere supporto militare, e fu proprio durante la sua assenza che i Mamelucchi mossero sulla Cilicia guidati da Mansur II e dal comandante mamelucco Qalawun . Due figli di Aitone, Leone (il futuro re Leone III ) e Thoros prepararono la difesa rafforzando le guarnigioni delle fortezze all'entrata del territorio della Cilicia. Ma i Mamelucchi aggirarono le forti dif...

Historie medievali the life of: Ghino di Tacco

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Nel territorio senese, durante il XIII secolo, nacque un antesignano di Robin Hood . Era figlio del conte ghibellino Tacco di Ugolino e di un'esponente della famiglia senese dei Tolomei ; nonostante le nobili origini si diede al brigantaggio, ed il suo nome era Ghino di Tacco . Ritratto di Ghino di Tacco Siamo nel territorio di Sinalunga , oggi comune dell'odierna provincia di Siena . Ghino , insieme al padre, al fratello e allo zio, era dedito alle scorrerie fin dalla più tenera età avendo l'impunità grazie alla protezione di una potente famiglia della zona. Nel 1279 però, durante l'occupazione e la distruzione del castello di Torrita di Siena , il padre perse tale impunità in quanto uccise un esponente di un'altra nobile famiglia; così poco tempo dopo la banda venne catturata: il padre e lo zio, dopo essere stati torturati, vennero condannati a morte e giustiziati, nel 1286, in piazza del Campo a Siena ; Ghino ed il fratello invece, essendo minorenni, sfuggirono ...

Historie medievali: le ricette della tavola rotonda

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 Benvenuti nella nostra cucina! Oggi presentiamo le seguenti ricette:     ARROSTO DI VITELLO CON SALSA AI FIORI DI FINOCCHIO (XIV secolo)   Ingredienti: 700 gr. di vitello; un uovo; rosmarino; fiori di finocchio; agresto; strutto; sale. Procedimento: Ungere il vitello di strutto. Cuocerlo in forno per 30-35 minuti. I tempi di cottura possono variare a seconda della dimensione del pezzo di carne. Bollire un uovo. Separare i fiori di finocchio dagli steli e le foglie di rosmarino dai rametti, poi pestarli nel mortaio con il tuorlo sodo, aggiungendo un pizzico di sale e stemperando con una quantità di agresto sufficiente da rendere la salsa abbastanza liquida. Tagliare a fette l’arrosto e servirlo ricoperto di salsa.   UOVA IN CAMICIA MEDIEVALI (XV secolo)   Ingredienti: 2 uova; vino bianco dolce; agresto; acqua rosata; zucchero di canna bruno; spezie dolci (noce moscata, chiodi di garofano, zenzero).   Procedimento: Tritare lo zenzero. Macinare noce mos...

La spada ritrovata

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Siamo in Israele , lungo la costa del Monte Carmelo, vicino Haifa . Un subacqueo, Shlomi Katzin , sta compiendo delle immersioni a 150 metri dalla riva. In quel punto l'acqua è poco profonda, il fondale è ad appena a 5 metri, e se c'è una bella giornata di sole, esso è ben visibile con la sua sabbia mossa dalle onde. L'attenzione di Shlomi è a quel punto rivolta a una formazione di crostacei disposti in modo piuttosto strano: si avvicina a quel gruppo di gusci e si rende conto che essi stanno incrostando un oggetto, probabilmente una spada: in pratica, Shlomi si potrebbe trovare dinanzi ad un tesoro sommerso molto importante!  L'oggetto ritrovato dal sub Per evitare che qualcuno lo rubi o che la sabbia lo seppellisca, porta l'oggetto a riva e lo consegna alla IAA, l' Autorità per le Antichità Israeliane . Gli esperti, dopo aver rilasciato un certificato al sub, esaminano l'oggetto e scoprono che, sotto ai molluschi, si trova una spada appartenuta ad un cav...

La leggenda del povero Enrico

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Numerose storie e leggende si inseriscono all’interno della cornice della città di Salerno . Una leggenda, in particolare, lega la famosa “Scuola Medica Salernitana” agli antichi poemi epici tedeschi realizzati tra il XII e il XIII secolo. Difatti, un poeta tedesco, un certo Hartmann von Aue , vissuto nel XII secolo, autore di numerose opere epiche medioevali, è il compositore di un testo dal titolo “Der arme Heinrich” che riporta in versi una leggenda in cui viene fatto cenno proprio alla città campana.  Prologo del "Der arme Heinrich" (Heidelberg, Biblioteca dell'università) Il poema narra di un principe cavaliere tedesco, Enrico , dal carattere buono e generoso, purtroppo contagiato dalla lebbra. Nessuna cura sottoposta dai medici del regno riusciva a guarire il suo bel volto atrocemente sfigurato.  Una notte il diavolo, venutogli in sogno sotto le mentite spoglie di un medico, gli promise che sarebbe guarito soltanto lavando le sue piaghe con il sangue d...